| Non avrete il m...'s profileThe picture of Dorian Gr...BlogLists | Help |
Paralleli.![]() Run run run run. Quando il vento stringe gli occhi e le mani si saldano sui fianchi ti chiedi cosa potrebbe mai fermarti. Ti ferma il dubbio, la sensazione di avere tra le mani qualcosa che non vorresti che capitasse, né ora né mai. Stringi in mano quella scatola e saggi con le dita la forma, ti chiedi se dieci sigarette ti possano salvare il pomeriggio da una serata involontaria. E continui a stringere gli occhi, lacrimi fin quanto i tuoi occhi te lo possano permettere e continui a cercare il punto di saldatura di quello che speri sia un dannatissimo pacchetto di Camel. Non trovi niente, o perlomeno non sei sicuro. Così corri ancora avanti e indietro tra alture e pendii, ti getti dalle cime e osservi le nuvole, desiderando che i desideri coincidano. E odiando l'umanità, l'umanità intera (anche se solo per qualche ora), volti lo sguardo verso le grandi porte delle chiese e scacci via il pensiero. La temperatura scende e il tempo passa, la strada regna e tu sei solo contro il vento e l'attrito a pensare che forse la serata è salva: salva perché hai evitato un misero rifiuto che avrebbe chiuso una marea di porte, salva perché in fondo l'umanità si odia solo per qualche ora. Adesso risaliamo e continuamo ad andare avanti, su per i pendii e le discese, e speriamo che di quelle sigarette ce ne possiamo fumare qualcuna, ogni tanto. Dormire in terra straniera.Su un nuovo letto, con delle nuove lenzuola e un nuovo cuscino. Una stanza per me, almeno per adesso, e un bordello che non finisce più. Perlomeno questi sono i miei primi giorni a Lasagna, patria di giovenil ardore e casino maledetto. Essendo ancora nel limbo matricolare, passo il tempo nelle maniere più consone al mio agire, ovvero non sto facendo un beneamato cazzo. Qui c'è un mostro che tenta di studiare invano e io sul letto, munita di cuffie e buona volontà, cerco di scrivere due righe nonostante la stanchezza galoppante. Ho sempre adorato la tastiera dei portatili, è una delle cose più morbide e rapide mai create a mio uso. Ma come cazzo sto scrivendo oggi, si vede che proprio non ho intenzione di lavorare alla forma di quello che ho intenzione di dire, sempre se abbia qualcosa da dire. Qualcooosa da diiiiire. Sonnissimo. credo che tra un po' la sottoscritta passerà a miglior vita, complice la coperta e la noia. Forse è meglio che smetta di scrivere, sto dando aria ai polpastrelli :| Polpette al sugo. Mistakes are still mistakes. Forse lei ha vinto e lui ha perso. Sono parte della stessa cosa eppure sono diventate delle entità diametralmente opposte ( a meno che non fosse programmata anche quest'ultima fine ), sono diventati qualcosa di incontrollabile, lontano e forse subdolo. In ogni caso tutto sarà lontano, tra poco tempo. Le trappole del ragno sono riuscite a far diventare la mosca una visionaria, solamente perché è riuscita a sfuggire dalla tua tela. Ma è meglio non pensarci, mancano cinque giorni alla mia partenza e le storie lasciate in sospeso sono veramente troppe o troppo importanti da lasciare impacchettate sull'isola. Come fare per andarsene via di qui senza rodersi il cervello per un abbraccio in meno? Cinque Cinque Cinque. Temo che questo blog non abbia più niente da dire, o meglio, non abbia intenzione di dire più niente. Non ci sono neanche più parole sconnesse da elargire, non ce ne sono più ed è probabile che in mezzo a quelle ci sia più verità che in tutti gli altri discorsi seri. E non voglio che le persone ottengano informazioni su di me dal mio blog o in qualsiasi altra via traversa, ma da ME e ME soltanto. Per evitare che le mezze parole costituiscano una verità intera. Pensiamo ad altro. Ho una coinquilina. Infermiera. Quindi starà poco in casa. Quindi avrò la camera per me. I mobili per me. La finestra per me. Il pavimento per me. E tutte quelle altre cose che fanno di una proprietaria la proprietaria. E cazzo, io lo sarò. |
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