| Non avrete il m...'s profileThe picture of Dorian Gr...BlogLists | Help |
Doppelganger.Doppelganger. Non ha senso. Sono qui di fronte, in uno di quei momenti in cui si avrebbe voglia di scrivere tutto e scrivere niente. Non so di preciso cosa ho in mente di buttar giù questa sera, ma penso che sarà un'esperienza insensata. Insensata ,perché non ho niente da dire, insensata, perché non so cosa sto scrivendo. Entro breve arriverò al punto in cui tutte le mie parole non avranno alcuna connessione logica tra loro. Non so perché sono qui, non so perché esisto né perché scrivo. I giorni passano lenti, inesorabili, come colpi di accetta sul mio capo pende una grande minaccia, minaccia conosciuta, la minaccia più attesa del secolo.Vorrei vivere in quell'epoca in cui non esisteva il delitto e la morte era annoverata tra le pratiche sessuali, vorrei vivere nel periodo dell'oro e dei diamanti, nel quale tempo e spazio si confondono e si dividono in una stretta spirale soffocante, una spirale senza fine e intensa. Stamane, ricordo, mi è sovvenuto alla mente un errore di traduzione in un libro ma ora non sono sicura se ho vissuto davvero o se ho sognato questa scena. Voglio vedere cosa c'è dietro quegli indumenti, se un cuore o il marmo più bello e freddo. La personalità non è altro che una sequenza di sfaccettature atone, un libro bianco con pagine nere e scritte rosse. Ecco, ho trovato l'errore. Vassel non vuol dire vaso, ma calice. Non aveva senso altrimenti, sapevo bene che c'era qualcosa che non andava, ho trovato ciò che era sbagliato e l'ho eliminato. trovare quel che è sbagliato ed eliminarlo. Tu sei sbagliato, o ti elimino. Sentimento, persona, amore,. Non con tutto vale la stessa regola. Vale per tutto tranne per quel che voglio. Odio amare, odio odiare. Ma preferisco amare. Addio, mio Doppelganger. Benvenuta, maschera. Addio maschera, benvenuto Doppelganger. Doppelganger.Doppelganger.Doppelganger. ![]() Petrus.TODAY'S MENU PETRUS BK CLASSICO Molte erbe entrano nella composizione dell'amaro Petrus del quale esiste anche una versione mignon. Fra le altre svolge un'azione benefica la Galanga (alpina officinarum) La Galanga è un'erba perenne originaria della Cina e dell'India. Le parti della pianta usate sono i rizomi che vengono estratti dal suolo in autunno, lavati ed essicati. Molto usata in farmacia come eupeptico aromatico e carminativo, il suo odore è gradevole e il suo sapore di tipo amaro-piccante. ![]() Titolo (obbligatorio)Bla, bla, bla. Le giornate sono noiose, ma non ho voglia di impegnarmi a far niente. Anche perché le poche energie che ancora mi rimangono le sfrutto per non deprimermi oltre limiti inimmaginabili, data la delicata situazione che sto attraversando. Anche se, a ben vedere ,non si può configurare neanche una situazione, perché un'assenza non può esser definita. Non è. E, intanto, lo spazio nel muro è finito e un anno compiuto è alle porte. Le gambe non mi reggono e neanche le mani, la stanchezza e il dolore fisico a volte mi distraggono. Non piacevolmente, ma mi distraggono. Mi sono stancata. Credo che cambierò un po' questo space, anche perché un tempo era diverso e questi idioti di Windows Live hanno deciso di incasinarmi tutto quanto. Beh, ora vado, mi avete stancato, mi sono stancata. Terribile Afa.Sono tornata, di nuovo, per l'ennesima volta. Non ho neanche nulla da dire, direi che scrivo solo per abitudine. Questa giornata si prospetta piena, anche se solo relativamente perché non posso parlare di giornata piena se tutto quel che faccio è assolutamente facoltativo. So che i miei progetti potrebbero fallire miseramente per colpa di quest'afa che non solo mi toglie il respiro, ma mi fa soffrire in una maniera spropositata, mi sento appiccicosa e immagino che voi capiate cosa intendo. Ho già finito, purtroppo non ho molto da dire, a parte che sono 350 giorni di merda. Goodbye, with pleasure. ![]() Parto.Per qualche giorno stacco da queste giornate insignificanti e d'attesa vana. Sentirò John de Leo, vedrò qualche parente e finirà tutto. Scrivo soltanto per dire che anche se sono non al pc su MSN non significa necessariamente che mi dobbiate contattare. Non sentitevi obbligati a rompere le palle, tanto non vi risponderò per il semplice fatto che non sarò in casa.
Ora vi saluto, speriamo bene.
Au revoir. ![]() Piccola riflessione sugli MSN Spaces.Non so se avete notato con me che Windows Live ha deciso di cagarci il cazzo di nuovo, cambiando per l'ennesima volta grafica e layout a questi blog già trasudanti di schifezza senza bisogno di ulteriore aiuto. Capisco che quella barra "Windows Live" in alto sia in linea con l'interfaccia di Vista, ma noterete che con il blog non ci appiccica una beata ceppa. Allora perché sta lì? Per quale masochistico motivo devo subirmi una stupidissima barra bicolore? E poi quei bottoncini in alto...chi ti dice che io voglia quei bottoni, che mi occupano un terzo della schermata? E poi, last but not the least, ditemi perché prima il bottoncino Shinystat stava bene com'era nel suo sfondo blu, ed ora, sotto di lui, c'è una merda di quadratino azzurrino. Saluti da una schifatissima Sevi. PS Wow, ci sono un paio di caratteri nuovi. Ora posso morire in pace. Errori.Stamattina sono qui a scrivere, sveglia da dieci minuti o giù di lì, mentre i miei doveri casalinghi mi chiamano con voce flebile. Ma ora che ho voglia di scrivere non mi va di prendere uno straccio ed andare a pulire il lavandino, non è assolutamente un'idea produttiva. Se Einstein avesse deciso di pulire il bagno invece di aiutare nella costruzione della bomba atomica, forse adesso Hiroshima, Nagasaki e tutti quegli atolli non so dove sarebbero sicuramente luoghi più salutari. E il bagno sarebbe più pulito, ovvio. Comunque mi sono appena resa conto che quest'esempio non solo è brutto, ma spiega esattamente il contrario di quello che io ho intenzione di fare. Chi se ne frega. L'importante è che crediate che quello che sto dicendo io, giusto o sbagliato che sia, sia una delle cose più belle che abbiate mai sentito. Non è così? Non vi biasimo, effettivamente questo monologo sta diventando qualcosa di pericolosamente insensato. La mia stanza va pulita, il bagno va pulito. E mentre mi interrogo sull'eventuale accento che potrebbe esserci sulla parola "va", mi lamento in contemporanea delle gambe doloranti, del caldo, del ritardo, di tutto quel che c'è nel mondo sul quale ci si possa lamentare. Me ne vado, sto facendo una figura di merda solo a respirare stamattina. Addio. Riflessione.A volte mi soffermo a ragionare su cose inutili. A volte mi preoccupo troppo. Non so proprio.Ho sognato, stanotte. Sto incominciando a diventare monotona, manco fosse Agosto. Vabbé, non è un argomento di interessa comune quindi non ne parlerò. Sono rincoglionita, non capisco niente questi giorni, dovrei iniziare matematica, ricopiare "Rosa" sul mio quaderno e magari farmi sistemare i capelli senza farmeli tagliare (cosa che ritengo impossibile, ma...magari ci riesco). Avevo intenzione di scrivere qualcosa di interessante ma non ci riesco, sono proprio negata a trovare qualcosa di interessante da dire, quindi credo che rinuncerò, anche se ho voglia di scrivere...dato che ho voglia di scrivere forse potrei chiedere a Magda come si sente, e magari farmi raccontare qualche aneddoto da lei...sarebbe utile, e poi l'idea di trascrivere le sue parole mi fa sempre piacere. In fondo non è così piatta come appare. Ora vado davvero, credo che non scriverò per niente e mi guarderò Twin Peaks, sono troppo scazzata anche per andare a parlarle. Arrivederci, alla prossima. Riguardatevi, bye. ![]() Argh.![]() Allora,sono sconvolta. Il perché sarà intuibile da chi fruga il mio blog, o forse non lo noterà nessuno. Ma non è importante. So solo che adesso non so cosa pensare e NetEditor tedia e non si vuole aprire proprio quando mi serve. Ma io voglio venire a capo di questa vicenda, voglio e devo perché a volte leggere dei nomi provoca una sensazione assai strana, una sensazione che deve trovare una conclusione, in qualche maniera. Non riesco a scrivere questi giorni, non ho la testa e forse è meglio così, almeno fingo di distrarmi. Siamo agli sgoccioli. Critichiamo le ciabatte.Ma tra tutte le cose che ci sono a questo mondo, perché mi devono far ridere queste due?! Ora lasciatemi morire in pace. Tractor.
you are like a sports car you are so fast you smell of sex and money and you can't go far but i am like a tractor i am slow but i am fit and eventually i'll find you i'll crush you like a little shit. Buon profumo. Black Hole Sun.Giovedì, 12 Luglio 2007. La calma di oggi deriva probabilmente dal fatto che ho dormito circa 12 ore consecutive, e non da altro, dato che non ne avrei assolutamente motivo, in caso contrario. Sono due o tre giorni di seguito che lo sogno, ma non riesco a ricordarmi praticamente niente. E' strano che io sogni una persona per più di una volta di seguito, dato che di solito nei miei sogni compaiono persone estranee che mi dicono cose oscure e perlopiù senza significato. Che lo abbia sognato così tanto è un chiaro segno della mia frustrazione e della consapevolezza che la mia potrebbe essere un'attesa vana ancora per molto tempo. Ma meglio non disperare, non avrebbe senso, tanto ci sono già i fatti che mi portano alla disperazione senza che io abbia bisogno di crearmi problemi da me. E' quasi pronto il pranzo, l'odore della pasta mi dà fastidio, è troppo forte e quasi acido. Non credo che la mangerò voltentieri, non credo che farò nulla volentieri, oggi. Come sono negativa. Ma, anche se il mio umore di oggi sembra accettabile, almeno rapportato all'umore nero di ieri, non credo di avere la forza per avere un atteggiamento positivo verso la vita. Passa il ponte tra di noi. Questa canzone sembra che sia partita tutt'altro che a caso. Sapete, so che mi sto spingendo dentro un buco nero, ma voglio vedere se oltre c'è qualcosa. Se non sarà così, troverò un modo per tornare indietro ed allontanarmi dal centro di quel buco nero per sempre. Evidentemente la mia vena masochistica innata non è mai stata tanto forte sugli altri sentimenti, perché so che sto facendo un'errore ma non ho la minima intenzione di arrendermi, voglio continuare, continuare finché non capirò che ne sto morendo. Un po' ne sto morendo anche adesso, ma fanculo, voglio continuare ad autodistruggermi. E in questo spazio stavo scrivendo una cosa che non voglio più scrivere in un intervento finché non avrò l'opportunità di dirla a voce. Addio, amici miei. Se vedete che sto per morire, avvisatemi, ma non fermate il processo. Facendo una prova...Parole sante...così pensi. CAZZATE. Rosa.Magdaleine si era appena svegliata. Era ancora presto, ma Gabriel si era alzato ben prima di lei e già si incamminava per raggiungere il luogo in cui lavorava. Quella mattina non aveva assolutamente intenzione di sollevarsi dal letto, restava inerte voltata sulla schiena, a braccia spalancate e con gli occhi socchiusi a guardare il soffitto. Ogni tanto, sollevando appena la testa, fissava le tende bianche davanti a sé, che lasciavano penetrare la luce e le permettevano di infrangersi e scomporsi sulle pieghe delle lenzuola. Rimaneva incantata a lungo da quello spettacolo, minuti interi stava ad osservare le ombre dall'angolo sempre diverso che si agitavano sul suo copriletto bianco. Restava in questa posizione sino a che la testa non le faceva male, allora la poggiava sul cuscino di scatto, con un calcio allontanava via le lenzuola e si rigirava assorta su tutta la lunghezza del letto matrimoniale, sforzandosi di non pensare a nulla e di non guardare nulla in particolare. Ma, inevitabilmente, rivolgeva la mente a diverse cose, seppur riuscendo ad allontanarsi dalle idee stagnanti, quelle che le ronzavano continuamente per la testa ed erano capaci di rovinarle velocemente la giornata. Pensò a sua madre, alla sua famiglia, agli amici che non vedeva da tempo. Il loro pensiero non la turbò, anzi, rimase totalmente impassibile e quelle facce, sul momento, le dicevano meno di niente. Erano come morte e sepolte sotto una coltre di problemi, una nube grigia di monotonia e di dolore aveva scolorito i loro visi e sconvolto le loro fattezze. Li contemplava come si ammira una vecchia bambola di porcellana, coperta di polvere e incompleta. Un tempo doveva essere stata molto bella, come belle erano sicuramente quelle persone che lei adesso ricordava, ma ormai non erano più nulla. Furono. Madgaleine si accorse che il suo umore, dopo questa riflessione, iniziava a calare in modo spaventoso. Si decise ad alzarsi senza tergiversare, doveva tenersi occupata. Tentò di alzarsi con un colpo di reni, più agilmente possibile, ma ricadde pesantemente sul materasso, facendo un gran rumore. Il tonfo la fece ridere, e ridendo scordò per un attimo i pensieri che l’avevano oppressa poco prima, pensieri che sarebbero sopraggiunti immediatamente dopo, nel momento in cui avrebbe notato cosa Gabriel le aveva lasciato sul comodino. Ruotò impercettibilmente gli occhi sulla destra, quando un colore acceso attrasse la sua vista. Una rosa rossa. Il fiore, completamente in sboccio, giaceva adagiato sul libro che lei aveva lasciato lì la sera prima, quello in cui aveva trovato quelle parole che tanto l’avevano fatta disperare. Quelle parole che ricordavano tanto il suo amato Gabriel, che definivano in maniera così esaustiva i sentimenti opposti che talvolta lei gli leggeva in viso, in una continua spirale di terribile disprezzo ed amore incontrollato. “Le Portrait de Dorian Gray”, questo il titolo del vecchio volume. L’autore era Oscar Wilde ,un inglese. Sicuramente una persona sensibile, pensava, per scrivere parole tali da raggiungere e trapassare il cuore di chi le leggeva. Magdaleine rimase ancora qualche minuto a sfogliare, assorta nei suoi pensieri, accennando sorrisi se nelle pagine coglieva qualche arguzia o qualche frase sottilmente ironica. “Più in alto il cielo aveva il colore di una rosa appassita.” Quando lesse questa frase, la ragazza si risvegliò dal torpore mentale di poco prima e tornò a concentrarsi sul fiore con lo sguardo turbato. La frase appena letta sul libro l’aveva intimorita, si chiese se i petali che osservava fossero realmente vivi e vellutati o in realtà non fossero che un amaro specchio di morte, vivi eppure morti, rossi di sangue e non di passione, rossi di peccato e non d’amore. Che la rosa significasse tramonto? Che Gabriel avesse letto quella frase nel volume, volendo lasciarle un indizio di qualche genere? Così si interrogava, spezzata tra due opzioni senza risposta, con la testa tra le mani e lo sguardo sul parquet. Per fugare ogni dubbio, decise di rileggersi il libro con attenzione, sforzandosi di notare la parola “rosa” e di capire se questa poteva avere qualche affinità col regalo del compagno. Dopo le prime cinque pagine lei fremeva di frustrazione, non avrebbe trovato la risposta che cercava prima di sera. E, pensava amaramente, non era detto che il fiore avesse a che fare con una frase del libro, poteva essere un semplice regalo, nonostante ne dubitasse fortemente. Negli ultimi tempi Gabriel era strano, parlava in modo confuso e agiva in maniera altrettanto oscura, talvolta farfugliando frasi senza significato. Altre volte, invece, sembrava spinto da un’eccitazione talmente frenetica da lasciare Magda interdetta. Anche se, nonostante la sua indecisione, cadeva miseramente poco dopo, carezza dopo carezza, bacio dopo bacio, trascinata da una passione malsana ed insensata. Per via del comportamento dell’uomo lei s’era decisa a trovare a tutti i costi un collegamento tra il libro ed il regalo, e sfogliava con attenzione ogni pagina, trasalendo ad ogni “Rosalinda”, “rosso” e “roseo” su cui andava a posare gli occhi. Una mezz’ora dopo, riposandosi gli occhi dopo aver cercato nelle prime trenta pagine, Magdaleine prese il libro con tutte e due le mani, bloccando la copertina con la mano sinistra e sfogliando col pollice, velocemente, tutti i fogli che mancavano al termine del suo lavoro. In quel momento, qualcosa scivolò a terra. Qualcosa che prima non aveva notato, e che il giorno prima sicuramente non c’era. Prese tra le dita il foglietto quadrato, era delle dimensioni del suo palmo. Al centro del foglio, una parola sola, “Memento”, scritta a mano dal suo compagno. In quel momento, Magda capì cosa significava quella rosa. E si rese conto che “Più in alto il cielo aveva il colore di una rosa appassita” era l’unica risposta plausibile alle sue domande. Voyage.Mi preparo per il viaggio. Camminerò controvento, attraversando marciapiedi che attraversai troppo tempo fa, camminerò fino a che le gambe non mi condurranno alla meta. La mia meta: un viaggio della mente più che del corpo, dejà-vu a ripetizione, fremiti, ricordi. Ogni svolta, ogni angolo, ogni negozio. Non ho parole per descrivere quel che sto per fare, preferisco tacere. Però vorrei tanto che il mio fosse un viaggio a vuoto...e ho la sensazione che lo sarà. You.
Dell'umore comprensibile solo a chi lo ha mai provato, non riesco a star ferma. Una miscela di agitazione, noia, foga e eccitazione fanno di questa giornata un monito d'avvertimento per chi verrà. Di quelle mattine in cui si ama osservare il movimento agile delle proprie mani sui tasti, col pensiero proiettato ad altre mani ed altri tasti diversi da quelli della tastiera nera sulla quale battono le mie dita. Temperamento sanguigno che rabbrividisce, raffredda l'animo, piombato ormai in uno stato di dolce angoscia. Si desidera lo slancio febbrile e il contegno forzato, si attende un contatto fugace, di quegli sporchi attimi in cui ci si sente parte dell'una e dell'altra parte. In basso ed in alto.
E s'immagina. S'immaginano situazioni in cui il nostro nome è mascherato da un'altro, in cui i fatti diventano pallide imitazioni e criptiche allusioni, si teme di mescolare il racconto al vero, si teme che un personaggio partorito dalla propria esperienza, dai tratti esasperati di una maschera senz'anima, rubi il nostro interesse e alieni il resto.
E parlo di te, mostro, partorito dalla mia penna, detestato, amato, dal volto celato e dalle curve così chiare nella mia mente.
A te, Gabriel, divenuto specchio di qualcosa lontano, dedico tutto il mio amaro affetto. Dedico a te i miei palpiti, in attesa dell'originale che dovrà prendere il tuo posto.
Au revoir, Gabriel. Minaccia.Ma quando?!
Dannazione, lo sai, lo sai e ci giochi, ci marci.
Ma quando arriverà il momento, vedrai. Dix-huit.Diciotto, eighteen, dix-huit, achtzehn. Nella smorfia, il numero 18 rappresenta il sangue, e 18 ore durò la passione di Gesù. Affascinante. Oggi nasco, a quanto pare, e nasco adulta per il mondo moderno. Questo teoricamente dovrebbe stare a significare che sono abbastanza matura per affrontare lo schifo del mondo. Ma contando il fatto che il mondo intero è immaturo quasi per sua definizione, direi che questo stato di maturità ha come unico scopo quello di farmi schifare ancora di più quando mi guardo attorno. Nah, non ha senso, cancellate. Ho tanto caldo. Ringrazio tutti quelli che oggi mi hanno fatto gli auguri, anche (e soprattutto) lo Sconosciuto che ha preso 10 secondi della mia esistenza in dormiveglia. Non ho ricevuto gli auguri da chi volevo, e di questo mi rammarico profondamente. Comunque sia, forse ho avuto il mio Riscatto, ad ogni modo. Ma non lo saprò mai. Grazie per aver ascoltato le mie lagne quotidiane, adesso è l'ora della nostra morte. Amen non lo dico, tranquilli. Bis Bald Deine Sevi. |
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