Non avrete il m...'s profileThe picture of Dorian Gr...BlogLists Tools Help

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    Quando si perde il senso.



    Capita a tutti, prima o poi, di perdere la cognizione del tempo. Ci corichiamo stanchi ad un'ora qualunque del giorno, pomeriggio o sera poco importa. E la sveglia non suona. Rimaniamo così inermi per delle ore, riprendendo conoscenza per brevi attimi prima di cadere in un sonno profondo quanto agitato. Stiamo accucciati sotto le coperte per un tempo indefinito, e nei brevi momenti di lucidità ci chiediamo che ora sia. Ma non lo capiamo.
    Potremo rimanere anche dei giorni a pensarci, ma il cervello si rifiuterà di lavorare oltre il suo limite minimo e noi rimarremo col dubbio irrisolto. Sappiamo che se allungheremo la mano verso il cellulare potremo capire se è mattina, notte, pomeriggio. Anche se lo facciamo, non ha importanza, i nostri impulsi nervosi si bloccheranno per qualche secondo e noi rimarremo stirati in quella posizione innaturale, a pancia in giù, rivolti per metà verso il cuscino e dall'altra parte verso la luce biancastra e fastidiosissima del vostro cellulare.
    Fino a che non realizzate che sono  le 21:35, CAZZO! HO DORMITO TRE ORE!
    The end.

    Com'è mutevole il tempo. Questi 31 giorni che velocità manterranno?

    Non ricordo.

    Sono venuta qui al pc con la precisa intenzione di scrivere qualcosa, ma ho totalmente scordato quello che avevo da dire. Più probabilmente non avevo proprio nulla da dire.

    Oggi riflettevo su qualcosa che non ricordo e per la maggior parte della giornata credo di aver taciuto. Evidentemente non avevo molto da dire ma avevo più da pensare...ed in fondo a me le giornate piacciono così. Scuola, riposo, studio, riposo...effettivamente quando sono in vena le giornate così passano abbastanza facilmente. Però si vede ora che ho bisogno di staccare, quando termino una giornata faticosa ho bisogno di scrivere quanto mi passa per la testa di non deprimente...già, perché altrimenti è peggio. Una giornata di studio in quel caso si trasformerebbe in una stanchezza generalizzata sia fisica che mentale. Invece, oggi, mi sento abbastanza fresca da entrambi i lati, meglio così.
    Ora credo di avere voglia di tenere un po' il cervello spento, credo che sia la soluzione migliore. Per questo andrò a prendermi un gustoso panino di ricotta, morbido e farinoso.
    Adieu, miei sudditi.

    Luigi XVI

    Sorry.

    Mi dispiace sul serio, Amico.
    P.d.C.

    Nikolaj.



    Circa due anni fa, forse qualche mese in più, nacque Nikolaj Edward Glover.

    Non so perché ricordo questo anniversario nemmeno tanto sicuro, ma mi piace l'idea che esista già da un po'. Quell'uomo ha seguito la sua trasformazione assieme a me, la sua prima bozza fu quella più caricaturale, meno sfaccettata. Una sorta di cowboy pensieroso e con un pessimo senso dell'umorismo. Al principio ricordava molto Roland, poteva essere suo fratello, poteva essere mio fratello.
    Ed ora, Nikolaj è cresciuto? A dire il vero non lo so, ma sicuramente si è arricchito. Forse le sfumature che ha assunto sono più umane, meno lontane da quelle di un uomo vero e molto vicine alle pesanti maschere che imponevo a me stessa e vedevo negli altri.
    Chissà.
    Comunque, dopo Magdaleine e Gabriel, o forse addirittura prima di loro, lui è quello a cui sono più legata. Legata perché è una parte del mio passato e una parte di me del passato.

    Degli altri che dire? L'Artista, il ragazzo del fermaglio, la madre, l'uomo in mezzo alla strada...chi più chi meno mi rappresenta per come sono o per come vorrei essere.
    Che dire, vorrei tanto essere l'Artista. E' il più bello in assoluto. Il più pazzo, il più freddo, il più controllato e incontrollabile.
    A pensarci bene, amo tutti i miei personaggi.

    A voi che avete sorretto il mio animo e vi siete cibati di me, GRAZIE.

    Riflessioni Edonistiche e sui Simboli.


    Certo che è una cosa parecchio fastidiosa...a quest'ora non ho più nulla da fare e l'unica cosa che mi resta è andare a dormire, ma sinceramente non ne ho la minima voglia né intenzione. Beh, lo so, ogni volta dico così e poi dopo che finisco l'intervento vado puntualmente a dormire, però voi continuate a far finta che quel che sto dicendo abbia un senso.
    Sì, perché come al solito non è che scrivo perché ho qualcosa da dire,ma bensì perché lasciare questo blog solo e tenermi pensieri inutili in testa mi sfinisce. Effettivamente per me scrivere ha una funzione di puro sfogo. Sfogo edonistico, aggiungerei.
    Ci sono persone che amano il suono della propria voce, io amo la mia scrittura. Amo mettere per iscritto i concetti più inutili che mi passano per la mente, ne ho un forte bisogno, soprattutto perché a distanza di tempo trovo che rileggermi sia una cosa molto bella da fare.
    Credo che un giorno comprerò inchiostro per la stampante e stamperò tutti gli interventi fatti nel corso del tempo, anche perché non ho la minima idea di quanto un blog così possa continuare ad esistere. Anni? Decenni? Chissà. Chissà come farò quando non avrò più la possibilità di scrivere qui, credo che ne avrei una ricaduta abbastanza pesante. In fondo è diventato una specie di diario, nonostante non sia comprensibile e sia strapieno di simboli. Alla fine, però, anche i simboli servono a poco, perché chi mi conosce bene sa a cosa mi riferisco. E chi mi conosce molto bene conosce ogni significato di ogni mio simbolo.
    Vabbé, comunque alla fine non sono così contorta. Parlo sempre della stessa cosa, da angoli e sfaccettature diverse.
    Uhm, comunque gli occhi mi si iniziano a chiudere, indipercui (che non so come si scriva, ma è una cosa che dico molto spesso) me ne andrò a letto seduta stante. Speriamo di fare un bel sogno, e soprattutto speriamo di svegliarmi riposata.
    Buonanotte a tutti voi.
    Sourire comme un ange, sourire comme un chat.

    Charlie Dominici.

    Le immagini dicono tutto.



    L.i.p.

    L: REPRESSION
    dammi la pena (solo) in endovena?

    Ah, sì, sì ,sì. No.

    Non esisto, non esisto, no.
    Eh, credere che voi esistiate e che io esista assieme a voi non è possibile.
    Pazza, la voglia.
    Ti fa venire in mente tante cose.
    E lo faccio, lo faccio.
    E voi no.
    Cosa?
    No.
    no

    Lumache.

    Oggi interromperò per un attimo la mia sfilza di interventi depressivi per un intervento schifoso.

    Come è mia consuetudine spendevo le mie ore a trastullarmi in fronte al visore munito di tastiera, quando lo frate mio chiamommi per discorrere su un annoso problema venutosi a creare breve tempo addietro. Delle bavose creature munite di coclideo carapace, altresì dette Lumache, fuggirono ex eius prigionis. Esse cominciarono il loro personale Esodo colonizzando cucchiai, presine, caffettiere et multe altre cose.
    Ora, dovete sapere, cum nostre povere mani raccogliemmo ogni singolo bavoso animale al fine di riporlo nell'originario loco, onde evitare lo spargimento dell'orrendo succo.
    Risultato: CONATI.

    Magdasfuge.

    Maddalena, infame meretrice
    nascosta dal bianco di un velo
    bianco del sangue della lussuria
    rosso del sangue del tuo compagno

    Maddalena, vittima infelice
    segnata dal pugnale a doppia lama
    colpisce te, colpisce un altro cuore
    cola sul ventre liquido incolore

    Maddalena, attesa e dannazione
    peccando piangi e stridi
    le tue mani sulle spalle dell'ignoto
    i tuoi fianchi nelle mani dell'ignoto

    Maddalena, insudiciato ventre
    rosse le tue labbra
    bianco il collo che piange rosso
    rossi i polsi che colano bianco

    Maddalena, nubile amante
    nascosta da un velo nero
    nero del buio della lussuria
    bianco del seme del tuo compagno

    Maddalena, squallida sgualdrina
    squarciata dal pugnale del rimorso
    colpisce te che pensiero sopprimi
    cola dagli occhi sapido liquore

    Maddalena, languida Didone
    peccando godi e piangi
    le gambe sotto mani conosciute
    i seni sotto mani conosciute

    Maddalena, odio e perversione
    bianca la tua carne
    nero il tuo collo da dita segnato
    pallido il viso, pallide labbra.

    Oggi.

    Oggi è domenica domani si muore.
    Oggi mi vesto di seta e candore.
    I giorni passano e gli stessi si avvicinano, ma si allontanano. Non capisco come sia possibile una contraddizione simile, ma c'è. C'è perché tutto è fumoso e il tempo sembra allungarsi e accorciarsi a piacimento di quel Dio che fa soltanto il suo gioco. Ovvero, quello contrario al mio.
    E perché? Perché ho deciso di seguire la Stella del Mattino?
    Le scale si moltiplicano.

    Stabilità portami via.

    Stamattina, giornata stabile.
    Stabile per modo di dire, porto ancora gli strascichi della notte che certo non ha fatto molti complimenti quando mi ha rubato il sonno. Vabbé, comunque sempre meglio di niente...stasera qualcuno si ubriacherà ed io starò a guardare, semplicemente. Rimarrò a guardare qualcuno che perde le inibizioni e fà quel che vuole, che si dimentica del fatto che ci sono io accanto a guardare ed a soffrire.
    Ho una forte voglia di bere solo per sentire la sensazione. Mi voglio dimenticare di tutto, dei capelli, del candelabro, di tutto quanto.
    A quanto pare il mio incubo non ha ancora avuto fine e chissà quando terminerà. E chissà quanto ancora Lucifero si prenderà gioco di me, celandomi la verità e nascondendosi dietro ogni parola.
    Chissà.
    Ci vediamo tra tanto tempo.


    .

    THE FINAL CUT.
    E LA PROMESSA VERRA' SPEZZATA.

    E no, e no.


    E no, e no, non è possibile.
    Il secondo, se non il terzo.

    Si arriva ad un unica conclusione:
    IL MONDO SI E' RINCOGLIONITO TOTALMENTE.
    e, adesso, devo passare alla parte più dolorosa...
    I have to rip your heart out.

    Stay and go crazy.

    Beh, tutto bene.
    Tutto bene per gli altri.
    Giornate mute e senza scampo, giornate senza alcuno scopo se non quello di infliggersi dolore per ogni respiro e per ogni nostro battito. Ci sono alcune parole che ricordo senza interesse, ma un giorno lo avranno.
    VILUPPO.
    L'ATTIRO' A SE'.
    Parole vuote e senza senso, dite? Sono frutto di esperienze, sono vecchie cose segnate per curiosità.
    Un giorno verranno alla luce.

    P.S.

    [...]
    Lontano c'è chi fissa con disprezzo le mie lacrime
    mi vede ladra, mi pensa ladra
    ladra di cosa? Quel che desidero m'è stato rubato
    e quel ch'agogno è rimasto lontano.
    Piange in silenzio l'angelo morente
    che spirò un giorno, risorse e cadde poi di nuovo
    anima e corpo pensate a suonare
    anima e corpo sepolte nel fango
    piange e ferisce l'angelo infame
    mise radici e ne tagliò il tronco
    foglie, germogli, crescono ancora
    ma lui continua a tagliare:
    taglio su taglio, colpo su colpo
    l'angelo uccide
    l'angelo muore.

    Oh, I've never been here for a while.

    Irpinia.


    E' strano come una parola sola possa rovinare la giornata. Voglia di sparire, di nascondersi dietro un mucchio di scuse per non pensare che è stata una stronzata a provocare tutto quel dolore, una cazzata a farti venir voglia di piangere.
    Non è giusto, non è giusto che dopo tanto tempo, tanta fatica impiegata a evitare di tornarci e piangere come non mai in ginocchio sul tappeto di fronte alla porta, sia costretta dalla situazione a tornarci.
    Vecchie vie, vecchie strade, vecchi ricordi.
    Il vuoto che un luogo impregnato di significato assume dopo la perdita, è incolmabile. Le lacrime restano, ci inumidiscono le guance e scivolano sul collo. La lascivia di quelle lacrime, la consapevolezza della loro inutilità, toglie il fiato.
    Me ne resto seduta sul pavimento a contemplare le mattonelle. Me ne resto sdraiata a letto maledicendo quel luogo. Me ne resto di fronte a quella porta intarsiata, con quei disegni colorati che la differenziavano dalle altre. Non era una porta come le altre. Portava a qualcos'altro.
    Qualcosa di non comprensibile, qualcosa di carico e qualcosa di spaventoso.
    L'inquietudine provata lì dentro, il sentimento consumato, i giochi e le note. Tutto perde di significato, o ne acquista troppo.
    So solo una cosa: NON CI VOGLIO TORNARE.

    Christof.

    Mia signora, prestatemi orecchio: ho tentato di dirvelo in precedenza, ma il timore mi ha tolto la favella.
    La ferita che mi avete inferto non guarisce,  il sangue della mia vita sgorga dinanzi a me, e non posso arrestarne il flusso. Io vi amo, dolce Anezka, vi amo con una passione che non ho mai conosciuto. I miei peccati mi si presentano in tutto il loro orrore, perché ho instillato la mia depravazione nel vostro cuore innocente.
    Possa Dio avere pietà della mia anima, perché Satana ha appena messo nell'animo mio la più impura delle fantasie. Tremo nel confessarlo, ma credo che rimanendo che getterei via tutta la santità. Scambierei volentieri le gioie eterne del paradiso, per una notte al vostro fianco.

    Old.

    Rivoglio le conversazioni multiple. E rivoglio i messaggi vocali.

    Ricomponi.

    Da scuola. (Sono Dio)

    In questo momento sto scrivendo da scuola, mi sento veramente TRVE perché sto andando contro il sistema che non permette che io digiti su Internet Explorer  l'indirizzo tranquo.spaces.live.com . Mwahaha, come sono alternativa, così alternativa che sono emo e mi taglio le vene.
    Informo chiunque sia interessato del fatto che oggi esco alle 12.20 pur non sapendolo quando sono arrivata a scuola, avevo compito di fisica e non l'ho fatto e non sto scrivendo perché abbia veramente qualcosa da dire, ma lo sto facendo in realtà solo per passare il tempo e far  credere a voi comuni mortali che io so tutto e posso tutto, la mia grandezza e superiorità in qualsiasi cosa, compresa bellezza,intelligenza, liquidità e lunghezza del dito medio. In realtà non penso nessuna di queste quattro cose, ma la cosa importante è che voi ve ne siate autoconvinti.
    Beh, credo che ora vi abbandonerò ai vostri pensieri di magnificenza verso i miei confronti (cosa che peraltro non significa una beata mazza).
    Che la forza sia con voi, in capo a un paio d'ore sarò a casa e voglio vedere questo quadratino intasato di commenti. Mi raccomando, se lo farete mi peccherò per voi del peccato di simonia e vi rivenderò indulgenze e cariche ecclesiastiche di ogni genere, da monachello di campagna a Pontefice.
    Bye.