Non avrete il m...'s profileThe picture of Dorian Gr...BlogLists Tools Help

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    First.



    Ci sono ancora, perché so che ci sei anche tu.

    Non devi aver paura, non è successo niente di irreparabile.


    What is that?

    Eccomi.

    Dovrei forse fare delle precisazioni, dare delle spiegazioni sul mio comportamento. La risposta a tutte queste cose è solo "I cannot stand". Non c'è altro da dire, non reggo la situazione, nessuna situazione, neanche la più innocua. Anzi, è forse proprio la forza innocua della situazione a farmela diventare tanto sgradevole. Provo disgusto, mi sentite? Disgusto per quel che le circostanze mi hanno fatto diventare: una puttana pavida. Nient'altro. Non cerco altro ma fuggo da tutto. Da quel che mi dà piacere, da quello che mi fa piangere e tutto quel che sta intorno. E così resto sola nella mia stanza assieme agli amici immaginari che con tanta cura mi sono coccolata, creandoli a loro immagine e somiglianza. Creature che non esistono e che pretendo di poter abbracciare e offendere. Ma voi non esistete, non esistete come non esisto io in questa realtà distorta nella quale vivo. Faccio a meno dell'aria e respiro acqua, alla lunga uccide. Eppure l'acqua è così bella, specie se vista dall'inferno.
    Ciao.

    All'anonimo lettore.

    Il mio blog non contiene tutte le risposte che cercate, ma se mi date tempo posso procurarvele.
    In particolare, allo stolido avventore che mi ha trovato cercando "ho le prove degli alieni" posso subito rispondere con un'immagine emblematica:


    Cazzo sono già arrivati! Fuggiamo prima che gli Squidders ci raggiungano!

    Passando per Praga.


    La distrazione nasce dal potere di riuscire a focalizzare l'attenzione su un punto diverso rispetto a quello più importante. La distrazione nasce nel momento in cui la nostra velocità di fuga diventa più grande di quella del dannato pianeta dal quale fuggiamo.  Ancora, la distrazione nasce quando si è pronti a rischiare (anche la propria vita o la propria dignità, perché no).
    Fare qualcosa di totalmente ambiguo e senza scopo e premeditazione cambiare le carte intavola fa parte del gioco: diventare parte di un meccanismo ambivalente nel quale i ruoli sociali perdono la loro assoluta importanza e si ribaltano. Ci troviamo così ad insegnare lezioni già fatte a chi ha voglia di imparare più e più volte cosa voglia dire scendere dal piedistallo sociale. A volte si insegna a chi non vorrebbe ascoltare, altre volte a chi t'ascolta solo per guardarti in faccia sollevando gli occhi ma con le labbra rivolte verso l'Inferno.
    Ci rendiamo conto, poi, che le distrazioni sono assolutamente inutili, fuori rotta, senza appiglio con la realtà. Divertimenti momentanei, intrallazzati da memorie passate e presenti. Insicurezza e Fame sono le due manette che stringono i polsi e tirano in direzioni opposte: equilibrio perfetto, si possono staccare i piedi da terra e nessuno avrà niente da ridire. Poco tempo ancora, però, ci si inizia a stancare.

    Apologia di Fascismo.

    nuova_11Italico popolo, la rubrica poc'anzi fondata dalla precedente coalizione comunista verrà sostituita, in nome del nuovo governo scelto dagli italiani, con la presente:  IL NOVISSIMO PRONTUARIO FASCISTA, contenente sino a cinquecentomila parole di uso comune quali "littorio", "anzichenò" e "baionetta".
    La parola di questa gloriosa mattinata è:

    dù|ce
    s.m.
    1 LE capo, condottiero; estens., guida, maestro: e sien col cor punite ambe le luci, | ch’a la strada d’Amor mi furon duci (Petrarca); anche s.f.: la mia fida e cara d. (Petrarca)
    2 CO TS polit., nell’Ottocento, capo di un movimento popolare, spesso per anton., G. Garibaldi, poi anche capo sindacale | per anton., solo sing., durante il periodo fascista (1922–43) spec. con iniz. maiusc., duce del fascismo, il D., titolo assunto da Benito Mussolini dopo la marcia su Roma, poi ufficialmente conferitogli per legge dello stato nel 1938

    CREDERE,OBBEDIRE,COMBATTERE!

    Irriverenti rubriche.

     Prende oggi vita, in una cappa di noia e annichilimento della mia coscienza sensibile, una nuova rubrica: nuova River_Runsin quanto segna una nuova impronta nel procedere della storia di questo blog. Vecchia in quanto trae dalla passata esperienza la stessa vis di cui la precedente era pregna. Parlo chiaramente dell'unica rubrica che in questo lupanare abbia mai avuto un seguito, l'unica che ha saputo erudire anche i più riluttanti, spingendoli all'assimilazione di concetti sempre nuovi e serpentini. Meine Damen und Herren, sto parlando di (sì, proprio lei) VOCABOLIAMO.
    Questo spazio, seppur guizzante e innovativo, mancava di un punto fondamentale per poter sorprendere il lettore. Ed ora, con orgogliosa spocchia, posso affermare che il buco è stato tappato con un diamante: alla consueta spiegazione sulla parola del giorno, il team di esperti ha preso la difficile risoluzione di studiare profondamente tutti gli antichi testi per poter dare a voi, lettori assetati di conoscenza, l'etimo della parola. Quante volte vi siete mai chiesti da dove derivassero termini quali "abbarbicato", "meretrice" e "scazonte"? Oggi vocaboliamo vi elargisce questa possibilità a braccia aperte.
    Grazie al sudato lavoro degli esperti del settore, vi regaliamo con somma gioia la prima parola della nuova, scintillante rubrica.

    de|cór|re|re
    v.intr. (io decórro; essere)
    CO
    1 di tempo, trascorrere, passare: è decorso un anno dall’inizio del contratto, lasciare d. un certo periodo di tempo
    2 avere effetto, cominciare a essere computato o applicato: quantificare gli interessi che decorrono dall’inizio dell’anno; a d. da, a partire da, a cominciare da: a d. dal prossimo anno
    3 TS bot., zool., di organo animale o vegetale, prolungarsi lungo un’asse
    4 OB correre all’ingiù; di acque, scorrere, fluire
    Origine:
    Dal latino DECURRERE, composto della particella DE da, di  e CURRERE scorrere, procedere.

    Riflessioni Post-divano.

    Il mondo va a puttane, è fuori dubbio. La gente per le strade si ammattisce e ulula alla luna come fosse un branco di cani rabbiosi, sta male, non capisce, non prende consapevolezza, non comunica, farnetica parole il cui senso implode ancor prima di essere pronunciato.
    "Non devi sempre essere triste"
    Cito le parole di un ubriaco. Uno della folla che travisa la vita e la travasa in contenitori a tenuta stagna: verranno gettati all'aria come tutto quello che ha composto sino a questo momento. In fondo la nostra vita non è che un susseguirsi di azioni inutili, e pertanto possiamo gettarla al vento come più ci aggrada: ci penserà la Vita stessa a catalogarci come un volgare accidente nel suo percorso. Che moriamo o che viviamo, che ci buchiamo o ci laureiamo, a questo mondo non fa differenza. Questa concezione tanto Leopardian-Hegeliana mi ricorda che sono una studentessa influenzabile. Ma alla Natura questo non interesserà.
    Einmal ist keinmal


    Unrevealed.

    Troppe ore alle spalle. Studio sfrenato, e non ho manco fatto metà del lavoro matto e disperatissimo che mi riproponevo di fare. In questo contenitori di pensieri sparsi e inconcludenti ho riversato forse troppi pensieri. L'unico modo in cui posso veramente buttare fango sulle mie vicende è questo. Il sangue ribolle sotto il pulsare ritmico del cuore. Atrii e ventricoli in successione pompano sangue sporco su nel cervello. Inebriata dai fumi dell'alcolico dolore osservo con quale voluttà il fumo si tramuta in orgasmo, in quale astratta maniera le ginocchia dei vincitori si pieghino al ricordo della perdita. E poi, ormai è troppo tardi. Sono riuscita a superarlo, Aufhebung, ho tolto e ho acquistato dal passato consapevolezza. La metà è sempre peggio dell'intero, le due metà son sempre peggio dell'intero. Ripicca.

    Non voglio ritornarci.


    Decido io le regole di questo contratto.
    Dopotutto l'ho già sciolto una volta.
    E' fantastico. Ahahahah.