Non avrete il m...'s profileThe picture of Dorian Gr...BlogLists Tools Help

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    Indecision.

    To be, or not to be: that is the question:
    Whether 'tis nobler in the mind to suffer
    The slings and arrows of outrageous fortune,
    Or to take arms against a sea of troubles,
    And by opposing end them? To die: to sleep;
    No more; and by a sleep to say we end
    The heart-ache and the thousand natural shocks
    That flesh is heir to, 'tis a consummation
    Devoutly to be wish'd. To die, to sleep;
    To sleep: perchance to dream: ay, there's the rub;
    For in that sleep of death what dreams may come
    When we have shuffled off this mortal coil,
    Must give us pause: there's the respect
    That makes calamity of so long life;

    Perfume.

    PERFUME
    un attimo che non vuol fuggire

    Baiser.

    Magdaleine non si scioglieva da tempo in un bacio simile...un bacio sporco, maledetto, nero. Nella mano sinistra teneva una sigaretta, nella destra reggeva appena il boccale pieno che rischiava di cadere a terra, tanta era la passione con cui regalava la sua bocca. Sentiva di non avere rimpianti in quel momento, mentre le sue scapole sanguinavano e macchiavano il vestito già scarlatto. Non aveva rimpianti, eppure le lacrime fendevano le guance come delle lame impazzite, lame lucenti, affilate, terribilmente dolorose, che, nell'istante in cui tagliavano la pelle, suggevano il sangue che facevano colare giù dalle ferite. -Magdaleine- chiese Vincent, staccandosi per un attimo dalla bocca di lei, che,  ancora sensualmente socchiusa, attendeva nuovamente la lingua di cui aveva appena sentito il sapore -stai piangendo, mia cara- lei non lo stette a sentire.
    Tirò una lunga boccata dalla sigaretta che reggeva tra le dita, lasciò cadere il boccale a terra, che subito si ruppe in migliaia di pezzi, lasciando che il liquido in esso contenuto scivolasse via e venisse assorbito dallo scuro parquet.Senza parlare, si gettò tra le braccia di Vincent, spogliandolo con foga innaturale, mordendogli il collo quasi fosse diventata un vampiro, mordendolo sino a farlo sanguinare. L'uomo trasalì, per un attimo rimase interdetto, fissando quella donna perversa, sanguinante e accecata dalla rabbia e dalla passione. Un momento dopo, Magda, sporca e malvagia come mai si era sentita nella sua vita, si avvicinò all'orecchio di Vincent, sussurrandogli una frase che non aveva significato per nessuno dei due, una frase che non poteva esser definita tale, ma che rimbombò nella sua mente fino alla fine.
    Für Elise cominciò.

    Magdaleine smise di sanguinare e morì, com'era morto tanti anni addietro il suo unico amore, Gabriel.
     

    Ritorno.

    Eccomi, tornata da un'altra nazione, che lentamente mi inserisco nella routine cagliaritana. Ho già incontrato i primi ostacoli,e ,sì ,ora sono convinta di essere davvero a casa.
    Dopo molto tempo posso dire di esser stata BENE. Cervello spento, senza stimoli negativi (a parte qualcuno, ma è inevitabile), ho passato cinque giorni in gran tranquillità mentale, tanto che diverse persone non mi riconoscevano come quella che vedono a scuola, la Sevi che si fa i cazzi suoi e che non parla con nessuno. Però, nonostante tutto, i momenti migliori li ho vissuti da sola. Love of my life ne è un esempio. Sola tra tanti, mi avvolgevo nella mia musica e nella mia tranquillità come nessuno al mondo, mi sono goduta la mia solitaria lacrima come ci si gode un temporale da dietro un vetro. E poi, il buio di quel bar, il piede sul pedale e le mani sui tasti. Impagabile.
    Non ho altro da dire, per il resto è stato un bel viaggio da normale turista, un viaggio che chiunque altro potrebbe ripetere identico, per quanto bello. Alla prossima.
     
    Arriva un momento, nel disegno, nel quale neanche un tratto può essere aggiunto.

    LOVE OF MY LIFE

    Au revoir.

    Bon Voyage, Sevi.
     
     Grazie dell'attenzione, e addio.
     

    Deliri Febbrili.

    H.18.33
     
    Sono stesa a letto che scrivo, è una sensazione decisamente strana. Mi sento meglio, ma non ho ancora ripreso la facoltà di pensare, e forse è meglio così. Ascolto i Metallica, e so che questo non fa bene alla mia testa, ma, a dire il vero, non me ne frega nulla. Mi sto annoiando e devo fare per forza qualcosa, ne ho un forte bisogno.
    Sinceramente non ho idea di cosa scrivere, son qui di fronte al portatile per passare un po' il tempo...la febbre forse è scesa, ma domani non mi azzarderò certo ad andare a scuola.
    Figo, figo. Non mi viene in mente nemmeno una cosa seria di cui parlare, indipercui (ma come si scriverà?) continuerò a sproloquiare per tutto il tempo concessomi, ovvero finchè ne avrò voglia/ finchè non tornerà Giuso. Che dire? E' da qualche giorno ormai che le mie facoltà mentali si sono pressocché azzerate, forse è il viaggio ormai alle porte e svuotarmi totalmente...già, viaggio alle porte. Spero di rimettermi totalmente per quel giorno, altrimenti sento che imploderò. Non ho intenzione né di perdere soldi né tantomeno avere l'occasione di non vedere la Olla per una settimana intera. Sevi, Sevi, Sevi. Come passerai questi cinque giorni? Sopravviverai? Non ti deprimerai? Non ne sentirai la mancanza? Sì, sicuramente ne sentirò la mancanza. Ma come al solito, come sempre, quindi il problema posto è abbastanza insolubile. Bello telefonare...bello quanto inattuabile.
    Si vede che sto scrivendo solo perché ho voglia di scrivere ma non ho voglia di concentrarmi su un racconto, ad esempio. Ecco, ci sono. Voglio diventare Friedrich Durrenmatt, con la dieresi che qui non ho voglia di inserire poiché sono sprovvista di mouse. :| Madonna, i Fear Factory mi fanno esplodere la testa a momenti...dannato Last.fm.
    "DAY 68, MOOD:SAD" Bello leggere quel che mi circonda...un po' meno bello se leggo frasi simili a "Excuse me while I end my life"...oddio, non trovo più dove l'ho letto, dov'è finito? Dov'è? sono diventata pazza? Ma no, sono sicura che sia da qualche parte, meglio guardare più accuratamente..oh, l'ho trovato, pensavo di delirare. Giorno 109.
    Oh, i Dark Tranquillity, questa canzone mi piace...mi ero dimenticata della loro esistenza...quanti ricordi.Ricordi, e, come tali, persi.
    Chissà cosa accadrà, cosa succederà, al RITORNO. Dovrò ricordarmi di tanti torti, lo devo fare. Non vorrei essere accecata dalla fretta e dalla paura di perdere qualcuno, non voglio assolutamente e non voglio che accada. Decisioni ponderate, dure se necessario, ma non avventate. Non debbo dimenticare tutto quel che è successo, tutte le lacrime e tutto il dolore, non devo. Nel corso di quest'anno mi son tarpata le ali, ho vissuto in un bozzolo, un involucro fuori dal mondo, e l'ho fatto per una sola ragione, fondamentale. Però i miei occhi sono ancora vigili, non devo chiuderli di fronte agli aghi per scordare che non mi stiano trapassando la pelle...e questo mese è molto piatto, ed è meglio così. Preferisco la piattezza rispetto a quella veloce discesa verso il baratro di soli pochi mesi prima. E un anno così è praticamente perso, speriamo che sia servito a qualcosa perderlo, perché altrimenti rimpiangerò amaramente le mie decisioni passate. Io ci conto davvero che finisca tutto per il meglio, ci sto sperando per davvero...per il semplice fatto che, stavolta ME LO MERITO. Sono stanca, ho lottato e ho vinto su me stessa, continuo a camminare avanti, ce la sto facendo ed è giusto ricevere una ricompensa dopo tutto questo gran soffrire.
    ...mmh...pensavo che se riesco a fare un discorso sensato significa che sto un po' meglio, o almeno credo. Magari rileggendo questa parte rabbrividirò, chiedendomi se sono veramente io a pensare queste cose.
    Sì, si vede decisamente che non ho voglia di far nulla e che non farò nulla. Mi sento troppo passiva nei confronti della vita oggi per fare qualcosa di diverso dallo starmene di fronte al pc sorretto sulle ginocchia a lamentarmi su quanto la mia mente non sia in grado di comporre una frase decente. So che dovrei andare a capo perché sto cambiando argomento, ma proprio non mi và, altrimenti uso troppo spazio, e non voglio. Voglio stare bene, questo è il solo appello che rivolgo a me stessa e agli altri, bene fisicamente e psicologicamente. Vorrei svegliarmi la mattina e ridere e andare a letto con il sorriso sulle labbra, spesse volte. Chissà, mi ci vedete voi? Voglio ridere fino a che non mi faccia male la pancia, voglio dire stronzate sapendo che non ho nulla per la testa. Voglio essere indipendente rispetto alla mia malinconia, voglio l'ispirazione quando deve arrivare ed il riso quando me lo merito. Voglio che gli altri acquistino un sorriso meno tirato e soprattutto più frequente, voglio di nuovo capire il motivo per cui uso tanto spesso questa figura retorica. Mi piace troppo, lo so, sono una malata...non ricordo nemmeno come si chiama, mi pare anafora. Sai, caro amico, nonostante non sappia con chi stia parlando in questo istante,che ho dimenticato quel che stavo scrivendo?
    Beh,sono stanca, addio.

    Wow.

    NON CAPISCO NULLA, è una sensazione bellissima.

    Pensavo:

     

    DIMMI, CHE STRADA DEVO SEGUIRE?

    E se andassi a letto ora? A dormire alle 22, come non faccio forse da anni? Se mi addormentassi, sognando sensazioni ambite, chiedendomi perché sono ancora qui e sono ancora viva, chiedendomi come ho fatto a giungere a questo punto così pura, così impura, così perennemente in bilico. Vorrei capire se quello che sto facendo adesso è soltanto un errore, un errore come tanti altri che ho fatto, come tanti altri che probablimente farò. Mi fa bene? No. Ma è l'unica cosa che riesca a spronarmi ora...
    E forse andrò veramente a letto adesso, senza tener conto di chi effettua l'accesso e chi non lo effettua, preoccupandomi solo del fatto che domani dovò fare un testo argomentativo probabilmente noioso...
    Vorrei molto sinceramente capire fin dove può arrivare la mia resistenza, fin dove posso arrivare prima di crollare definitivamente. Adesso non posso prevedere nulla, non so niente di me e di nessun altro, non capisco e ciò che la mia mente registra è solo un suono di fondo indefinito, un suono che non ha riscontro con la vita reale, o che forse ce l'ha, ma chi se ne interessa,in fondo.
    So soltanto che quel che non sto vivendo forse non lo vivrò più o forse sarà ripagato, chissà, in fondo sono giovane, forte e spero intelligente.
    Quanto è desolante quando l'intelligenza si prostra di fronte al dolore...si è in grado di pensare lucidamente, ma le decisioni che prendiamo, quelle a cui arriviamo alla fine, sono l'opposto di quello che la nostra mente ha cercato invano di trasmetterci. Sono qui per fare le mie esperienze di vita, per soffrire, far soffrire e lasciarmi alle spalle tante cose. Ma quali? Che cosa è importante e cosa no, cosa si potrà risolvere e cosa no...
    Dannata grafomane, il mal di testa non ti ferma. Dannata grafomane, il mal di gola non ti ferma. Ecco, questa è colpa mia, sono uscita in febbraio con i capelli bagnati, quindi me lo merito. Però almeno qui si vede immediatamente la reazione, la si può sentire. Le situazioni complesse non sono così, ti uccidono, sfiancandoti ti stilettano il cuore con una crudeltà nota a pochi. Voglio capire, voglio capire cosa debbo fare. Te ne prego, tu che sei fonte delle mie sofferenze, spiegamelo, ti prego...devo sperare, devo morire, devo avanzare? Ormai tanto tempo è passato, ne è passato troppo. Odio dirlo, ma quando si tira una corda, per robusta che sia, non la si deve tendere troppo, si spezzerà.
    Ma, come una volta mi dissero "Non cadere nell'attesa in onore dell'amore"...però, subito dopo, mi dissero anche "Il peso delle parole è niente in confronto a quello delle azioni, ti dannerai la vita per una persona soltanto, pensaci bene. Qualcuno che conosco, sta bruciando la sua vita per quella d'un altra persona, ed è un sacrificio che insieme all'attesa, gli porta via anche la ragione."
    Moonlight Sonata è terminata.
     
    Buonanotte.

    Center.

     Il peggio è che è probabile che tu abbia ragione.
    Non voglio.

    CENTRO DEL MONDO.

    Cosa?

    Cosa succede quando una stella muore?
     
    "Dimmi, cosa si prova quando si muore?"
    "Lo sai bene"
    "Cosa intendi?"
    "Non c'è bisogno che ti dica cosa intenda."
    "Hai ragione. Mi ami?"
    "Con tutta l'anima. E tu?"
    "Amo le tue menzogne"
    "Io non mento"
    "Non dire sciocchezze. Dal primo momento mi hai mentito, hai cercato di raggirarmi,
    di entrare dentro me subdolamente. Sei una dannata siringa, e lo sai"
    "Credi sul serio in quello che dici?"
    "E' quel che mi hai detto tu, Tesoro"
    "Già, dimenticavo. Allora devi crederci"
    "Infatti ci credo"
    "Ti amo"
    "Anche io"

    Church of the black rose.

    Non so. Mi sento un po' amareggiata, un po' triste e un po' confusa. D'altronde, i miei pensieri non sono mai stati così irrazionali, non sono mai stati così stupidamente bloccati su di un unico argomento. E, lo so, non dovrei usare tante anafore, ma non riesco a farne a meno, mi piacciono. Già, qul che sento in questo istante non può essere perfettamente definito, è una sensazione un po' sgradevole, come di una leggera nausea, di quelle che vengono quando mangi tipi di cibi totalmente diversi a un momento l'uno dall'altro.
    Ho sentito tante parole oggi, poche mi hanno colpito, diverse mi hanno infastidito, alcune mi hanno divertito...ma, comunque, questa sensazione inspiegabile s'è insinuata tra queste tre categorie, ed escludendo che siano state le parole che mi hanno divertito a far nascere in me quest'umore, immagino che quelle che mi hanno colpito e quelle fastidiose siano alla base di questo malessere quasi inspiegabile.
    Beh, è comprensibile...una volta, ci scherzo. due volte, sorrido. tre volte, mi infastidisco. quattro volte, mi deprimo. E' un vero peccato.
    Andare a letto o non andare a letto? Forse non ha importanza, forse dovrei passare la notte in bianco a contare le stelle e a patire il freddo, dovrei cominciare a scrivere senza alcun senso, così come sto iniziando a fare. Non so, forse per ora ha un senso, ma Moonlight Sonata mi annulla, mi trascina in un abisso, mi fa ripensare al passato, al presente, al futuro, a tutto quello che mi è accaduto e potrebbe accadermi, a quello che forse non accadrà mai e quello che non vorrei che mi accadesse.
    Voglio  salute.
    Tanto non me ne frega poi tanto di avere un umore nero, e sai, non me ne frega poi tanto neanche di me.
    Addio, addio miei amati, addio mio diletto, mio unico amore. Addio perchè? Forse è meglio pensare ad un addio.
     
    CHURCH OF THE BLACK ROSE.

    Feel the Casto groove.

    Sad, sto diventando una maniaca.
     
    Aggiorno solo per annunciare al mondo che eMule mi ha donato un album del Casto Divo, e che ora mi ascolterò "Che bella la cappella". Wow, è una versione diversa...
     
    Feel the porn groove!

    Non capisco.

    Poco da dire.
     
    Il lampione, dopo un giorno solo, s'è spento. Pare che di luce vera non se ne veda da un bel po'. Tristemente simbolico...
    Mi sto alzando senza ragionarci. E questo mi fa piacere.
    Mi sveglierò con il buio, sapendo che, quando sarò pronta per uscire, il sole starà già sorgendo.
    Narciso torna a bussare alla mia porta, ma spero che torni velocemente al suo riflesso e non si curi di me.
    Voglio guadagnare tanti soldi, avere un uomo e stare in salute. Amo l'utopia.
    Non ho voglia di fare frasi coerenti le une con le altre.
    E' oggi che mi rendo realmente conto che il grosso è fatto, e tutto questo tempo cercherò di dedicarlo a me stessa.
    Barcellona mi attende, non mi aspetto granché, a dire il vero. Ma sicuramente tanto parquet.
    Dio ci ha creato per moltiplicarci e basta? :| che palle. Ma, pensandoci bene, non poteva farci regalarci di meglio.
    Riprodursi tutti i giorni, che avventura meravigliosa. Wow.
    Perchè Windows Vista ha come slogan Wow? Mi sta sulle palle.
    Sono quasi certa di una cosa, se riceverò un numero medio di commenti. Ma non la dico, magari mi sbaglio.
    Perchè tra scrivo, disegno e suono tutti recepiscono solo "suono"?
    Non me ne frega nulla, sinceramente. E me ne andrò.
    Stop.
     
    PS
    Volevo mettere un iimo come immagine, ma ho preferito risparmiarvelo.
     
     

    Light.

    Illune
    Addio notte. Vi detesto, lampioni, vi fulminerete.
    In tutti i sensi.

    (avete imparato, lucciole?)

    Voto.

     
    Tu se' simile a me poiché sopprimi
    Le voglie de gli istinti lussuriosi
    Ti guardi attorno, e giovani smaniosi
    Fissi con astio mentre odio reprimi
     
    E non è solo odio quel che taci
    Son pure i sensi che infiammano il core
    Squarciato il petto di dolor sentore
    Null'altro agogno che carezze e baci
     
    Attendi, attendi, attendi senza posa
    Mortificando corpo e sentimento
    Attendi e forse ridiverrai sposa
     
    Lor talami sì attesi ed invidiati
    Segnati dall'amore dimostrato
    Ancor son caldi, li hai dimenticati?

    Vergogna.

    Questa non me la sarei mai aspettata. Grazie mille, vergognati.
     
    Vergognati, perché non credi in me.
    Vergognati, perché hai sbagliato.
    Vergognati, perché la devi smettere di comportarti allo stesso modo.
     
    Grazie, perchè ti preoccupi.Però, ti prego, smettila.
     

    Quando i sogni rimangono sogni.



    E' da molto che non mi capitava, davvero da troppo tempo, e me ne dispiace. I miei sogni riflettono sia quello che più desidero che le mie paure più grandi, e, spesso, non riesco a distinguere tra le due cose. I timori si mescolano in maniera atroce con le mie speranze, trasformandosi in qualcosa di indefinibile e di talmente disgustoso che il solo pensarci mi dà sui nervi e mi fa sussultare dal disgusto.

    Altre volte, invece, la notte porta con se tutta la mia strascicata speranza ridotta in poltiglia. E i granelli si uniscono tra loro, ritornando forti come al principio, granello dopo granello diventano un'unica figura. Ovviamente nulla di quel che sogno è reale, nulla di quel che agogno ha acquistato solidità, ma, per un attimo, è piacevole crederlo.
    Così le sensazioni dimenticate riemergono, sensazioni fisiche e palpabili.

    E si vorrebbe rivivere cento e ancora mille volte quell'attimo in cui si salta e si è sicuri di esser bloccati, seppur in modo malfermo...e si vorrebbe rivivere cento e ancora mille volte quell'attimo in cui i capelli si sollevano dal gran girare.
    E ho voglia di rivivere tutto quanto.
    E,forse, ho voglia di vivere.


    Emo.

    Mi dispiace Sayo, ma il ciuffo Emo mi sta male.
    Hai vinto la scommessa.
    Sad.

    Eh,si. Eh,si.

    Non ho idea di come introdurre quest'intervento, che poi ha come solo scopo quello di esaltare due uomini veramente stuprabili. Li esalto sinchè il mio umore me lo permette, quindi date il benvenuto a Pasquale Finicelli, alias Mirko dei Beehive.
    "Piacere, piacere, sono Mirko. Mi lascerei stuprare da Sevi, se non fosse che sono gay. Ma che sfiga. Mi sarebbe proprio piaciuto"
    (applausi pilotati)
    "Grazie Mirko, tivubì."

    Ora presentiamo il secondo uomo stuprabile per il mio modesto parere maniaco. Il suo nome è Dario Bandiera, e, sfortunatamente, pare che sia l'amante segreto di Pasquale Finicelli. Se malauguratamente uno dei due entrasse nel mio blog, immagino che sarei denunciata con l'accusa di calunnia...ma in fondo è quello che voglio, no? :| effettivamente, no.
    Vabbè, quel che è certo è che nessuno dei due mi può esser regalato per il compleanno, sad. Ma se ci riuscite, portatemene almeno uno simile.

    Ecco il secondo :| Pensavo che se mi regalaste un'incrocio tra i due vi pagherei pure.