Non avrete il m...'s profileThe picture of Dorian Gr...BlogLists Tools Help

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    Dio e l'università.



    Immaginate una giornata come tante: vi svegliate dopo due ore di sonno e una notte quasi totalmente in bianco, vi alzate e fate colazione. Un po' di latte caldo non guasta mai, dite, e dopo aver cominciato la giornata nel coma più totale e con la faccia ficcata nella tazza, vi preparate, indugiate un po' allo specchio e uscite.
    Dopo aver tolto la catena alla vostra bella bicicletta rubata e riverniciata, uscite con aria serena e vi beccate quattro semafori in 100 metri. E vabbé, dite, passiamo dal marciapiede, marciapiede che è ovviamente invaso da persone appena scese dall'autobus. Vi guardate intorno, e avete l'idea geniale di passare dal parcheggio della Coop: date uno scatto al pedale, correte, voltate, frenate di scatto (maledetta catena in mezzo alle palle, imprecate), fate una capriola in avanti su voi stessi assieme alla vostra fidata bicicletta di via Zamboni e strisciate ampiamente su uno scooter parcheggiato. CRISTO INFAME. E siete sicuri che le vecchiette vi avranno sentito bestemmiare a voce alta mentre vi ripulite a terra. Rassicurate quei due al banchetto di fronte a voi, non capite un cazzo perché avete i Blind Guardian nelle orecchie che vi gridano qualcosa a proposito di un reame e di un' Era delle Spine, inforcate di nuovo la vostra fottutissima bicicletta, gridate che avete fretta (in fondo la facoltà vi sta ancora aspettando) e correte via verso la volta dell'ancora più fottuta via Paolo Fabbri.
    Svoltate, e non la riconoscete. Ma come, l'avete fatta tante volte col fottuto 36 e non è neanche la prima volta che la fate in bicicletta, ma non la riconoscete lo stesso, perché avete un handicap, perché avete sonno e perché soprattutto è Dio che non vuole che arriviate a seguire Letteratura Italiana. Allora girate contromano, tornate dov'eravate prima e vi accorgete che quella è effettivamente via Paolo Fabbri. Cristo. La imboccate di nuovo, svoltate, svoltate ancora una volta per strade che dovrebbero esservi familiari ma che non lo sono affatto. Passate sopra un cavalcavia che non avete neanche mai immaginato esistesse, ormai stanchi pedalate a fatica. Vi accorgete che la strada è in salita. Starete andando verso i colli? Verso i ridenti colli bolognesi con la vostra 50 Special? NO,PORCO GIUDA.
    Arrivate alla fottutissima, maledettissima, bestemmiatissima, dannatissima COOP.
    E capite che forse è Dio che non vuole che andiate a lezione. Scendete dalla bicicletta e tornate a piedi. E a casa vi rincoglionite con dei fottutissimi schemi consonantici. E vocalici.

    Fottutamente vostro
    Frederic Traven (sì, sembra un suo post)

    Sono io la Morte, e porto corona.

    E' un giorno nel quale non posso tacere. Un giorno molto particolare, che per tre anni ha tormentato i miei pensieri. Ciò che mi legava agli avvenimenti passati si è sciolto e cristallizzato in un tempo passato, nel quale ormai è impossibile metter mano e in cui i sentimenti sono stati lasciati per la strada, sigillati in infinite scatole. Oggi qualcuno smette di morire definitivamente, per motivi che esulano dalla mia conoscenza e, forse, anche dalla mia volontà di conoscere. Il ciclo bastardo e opaco che ha reso tanto fragili le ossa del vecchio fantasma ha cessato di essere. E così sarà per altri mille anni, e per mille anni ancora non dimenticherò questa data.

    Amare non ha mai avuto tanto significato e non è mai stato tanto autodistruttivo.
    E mi dispiace se ho gettato la spugna, bene mio. Ma tu facevi troppo male.


    E TU, maledetta serpe, che possa spegnerti sotto le fiamme di un Inferno che non puoi immaginare. Lascia che i topi rodano le tue reni e stattene ancora da parte a contarti le ossa, al caldo del tuo nido rubato. Continua a sfregiarti , nell'oscurità del tuo sguardo vacuo, cicatrici di passione repressa e potere malriposto.

    No hay banda.