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Foglie e nuvole. E' tardi? Non ha senso il concetto di tempo in queste situazioni, scorre ad una velocità variabile e disunitaria, si ferma, si dilata e si contorce. Le pagine di questo blog non riescono più ad attrarre la mia attenzione, ho bisogno di vivere al di fuori di una lunga pagina di parole. Fa tutto parte di un desiderio di vita. E' come respirare dopo l'apnea, è come essere spinto sul fondo da una sirena. A sentire tutte quelle voci attorno, c'è da perdersi. Decine di lingue e dialetti, fusi talvolta in una ridicola parlata giovanile o in un sapiente ed ironico plurilinguismo, ruotano in cerchio attorno alle mie dita. Quale voglia rimane, dopo instancabili capriole, di trascrivere le impressioni, le verità e le menzogne? So che tornerò a scrivere. Dov'è l'orologio?Dov'è l'orologio?
Il ronzio alle mie spalle non cessa. Mi guardo intorno, lo cerco con lo sguardo esasperato, ma della struttura complessa dell'orologio non rimane che il suo ultimo prodotto: quel fastidioso, ritmico tedio che assorda la stanza e che sovrasta il silenzio ovattato della notte. Il baritono delle macchine lontane e il rumore acuto degli elettrodomestici mi ha sempre cullato, sempre messo a mio agio durante le infinite ore buie che ho trascorso. Ma lui no, lui è qui, so che da qualche parte mi osserva con il suo unico occhio, tondo e dilatato dallo stupore e dalla consapevolezza del disturbo che mi reca. Le sue lunghe ciglia ruotano impersonali attorno a tutto l'iride nero, si spostano tutte assieme e talvolta s'ammassano in un unico punto, ma il loro obiettivo non è che farti perdere il controllo dopo averti stregato. L'orologio non ha limiti: viaggia per le tre dimensioni e supera la barriera dello spazio raggiungendo quella del tempo, del quale diventa ancella ed eunuco, ciambellano e cortigiana. Duplice simbolo di vita e di morte, di eterna trasformazione ed eterno delirio, immota creatura che lascia che gli eventi scorrano su di essa senza mai riuscire a toccarli. Sostanza impalpabile e cangiante, ti nutri delle nostre speranze passate e dei nostri sogni infranti, dei nostri amori e dei nostri cari. Ti mostri sulla terra con sembianze di occhio, che non sa piangere né esprimere emozioni. Solo il tempo. Il tempo che passa. Lentamente. Inesorabilmente. Tic. Tac. |
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