Non avrete il m...'s profileThe picture of Dorian Gr...BlogLists Tools Help

Non avrete il mio nome né il mio cognome

Occupation

The picture of Dorian Gray.

Il peccato è l'unica nota di colore che sussiste nella vita moderna.

Aggiungi.

Sono assonnata. Il temporale che ha avuto la felicissima idea di accogliere i miei vent'anni (per davvero, è stata un'ottima idea) si sta allontanando e assieme a lui anche la pioggia si sta fermando. Mi è venuta voglia di scrivere due righe, così per sfizio, e certo non posso mettere in azione la mia fidata macchina da scrivere Everest alle tre meno cinque del mattino. Del mattino, poi. Che vuol dire. Finché c'è buio c'è notte, mi sembra così semplice. Il concetto di notte è molto variabile, è sempre notte durante un temporale.
Veramente mi si chiudono gli occhi: sarà che ho mangiato della Lasagna, sarà che ho camminato tanto oppure che ho un senso di colpa/ansia per l'esame di lunedì. Bella storia.
Avevo intenzione di scrivere un intervento sui miei 20 tondi, ma in realtà non avevo proprio voglia di tirare le somme di niente. Certo è che questo numero non mi ha fatto così tanta impressione per adesso. Forse domani mi sveglierò e quello zero mi farà paura, o più probabilmente no. Neanche per i 10 anni sono stata in ansia, credo ancora meno di stare in ansia adesso. Mi verrà forse ai 30, quando sarò sicura di aver buttato dieci anni della mia vita a riportare queste memorie/banalità/scleri/etc.
Questo posto è diventato molto più intimo da quando sul nuovo MSN non ci sono gli aggiornamenti ai post dei blog. E' meglio così da un lato, dato che nessuno ha da trarre giovamento da queste parole. Forse un tempo ci si potevano fare su almeno quattro risate sui fedeli resoconti della mia vita che venivano qui riportati. Potevano ridere ancora di più sui messaggi criptati a proposito della mia vita. Sono orgogliosa di dire che nei miei ultimi post non c'è niente di tutto questo, nessuno viene ammorbato da niente e ne sono profondamente felice. Ho capito che a dar aria alla bocca si spreca un sacco di fiato utile per le altre cose.
E' meglio smetterla definitivamente di mettere parole su parole senza senso una dopo l'altra, è meglio concentrarsi su qualcosa e cercare di cavarne fuori almeno una storiella da raccontare, un immagine o un piccolo resoconto. Ma non parole a caso, a meno che non abbiano un loro senso nel loro nonsense intrinseco.
Queste parole sono quasi un manifesto: come tutti i manifesti, verrà bellamente ignorato da chi l'ha stilato (in questo caso la sottoscritta, in tutta la sua incoerenza). E' positivo che me ne renda già conto adesso? Credo sia deleterio, più che altro. La mia capacità di prevedere il futuro è molto seccante.
Molto.
E siccome sto iniziando a parlare per dar fiato alla bocca, è meglio che mi fermi prima che i tuoni smettano definitivamente di farsi sentire dai colli.
   Good Night

Grazie, Windows Live Hotmail.

e finalmente il complex del blog, 4 anni!!!11one sn trpp kontenta xke kui ci scrivo tutta la mia roba, it's my style and it's my life it's now or never and i wanna live forever!
Yo.


Questo non potevo proprio evitare di metterlo.



Ho un problema: avevo intenzione di installare un dizionario Tedesco-Italiano, ma non sono sicura che riesca a girare sul mio computer.
D'altronde è quello che l'IBM vuole, ci danno programmi sempre più pesanti e sempre meno compatibili con i nostri Amstrad o Olivetti, saremo costretti un giorno a passare al Pentium se continua così.
Di certo io non ho due milioni e mezzo da buttare in un computer della Nasa, credo che un aggeggio così non serva proprio a un cazzo a un privato. Vi riporto qui i dati del CD-ROM che volevano cercare di rifilarmi (ridicolo, dovrei anche comprarmi un computer con il vano CD-ROM, come se il floppy disk non mi bastasse e avanzasse).
Requisiti Hardware
4MB RAM (consigliati 8MB) - e perché non 16 a questo punto?-
Hard Disk con 5MB liberi -praticamente il programma più pesante del mio HD dopo Wordpad-
Scheda video VGA (consigliati 256 colori) -ah, mi sembra chiaro, per imparare il tedesco ho anche bisogno di una scheda video a colori. bah-
Scheda audio -io ad Arkanoid ci ho giocato sempre bene anche senza la scheda audio, e non vedo come un dizionario parlante possa aiutarmi-
Lettore CD-ROM -fuck-
Mouse -poi mi spiegano a cosa mi serve quell'affare con MS-DOS 3.0-
Cuffie o altoparlanti -sono fissati con questi suoni...maledetti loro-

Requisiti Software
MS-DOS 5.0 o successivo- Microsoft Windows 3.1 o successivo

Conclusioni: ho speso 99.000 £ per niente. Mi sa che mi compro un vocabolario di russo, che nella Germania Est va di più.


Lil' play for lil' boys.

Lo scritto qui proposto ha uno scopo chiaro, ma un occhio poco in forma sarà tratto in inganno: sfido il vostro arguto animo, quando avrà individuato l'arcano, a mostrarmi il modo in cui si appiana il mio astuto quiz.
 Voglio la pagina satura di vocaboli: sino a quando non sarà compiuto quanto ho ora dichiarato, gli indici, i pollici, gli anulari non potranno trovar riposo sui quadratini sopra cui battono. Ah, la noia! A quali banali, insignificanti giochi porta il suo prolungarsi, sbadiglio dopo sbadiglio, minuto dopo minuto!
 Sono sicura, ormai, di non lasciar più alcun dubbio sulla natura di siffatta prova. Ogni individuo, dal più scialbo al più accorto tra tutti, non potrà far altro ch'andar via, insoddisfatto ma provato dalla lunga sfilza di orribili assurdità qui dominanti. Ambisco solo alla vostra curiosità, non a caso conosco i vostri finissimi gusti colti: colgo la magnifica circostanza allo scopo di indottrinarvi a proposito di una disciplina la cui attrattiva non cala mai dagli albori umani: mi sto richiamando, ovvio, alla Filosofia, bàlia di ogni cosa divina o profana.
Nata mill'anni prima di Cristo, aspirava a trovar razionalità agli arcani fatti naturali non appoggiandosi al mito classico. Basava la risposta non su racconti poco plausibili di tradizioni orali, ma sullo studio accurato di causa-prodotto. La polis fu il luogo in cui...ma voi? Io parlo solo con lo scopo di farvi amar la Filosofia ma traggo solo il vostro sonno in cambio ?
Bah, mi sono stancata, gli stolti facciano ciò ch'appaia più giusto a loro, io ritiro tutto, vado via.
Un inchino a chi ha capito il mio gioco.

Il dottor Ubuntu, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare XP


L'immagine era ancora una volta per attrarre la vostra attenzione, quest'intervento non parlerà di Povia né dei suoi maggici cartelli. In teoria potreste anche fottervene di quel che vi dico e chiudere la pagina, ma so che non lo farete. Non lo farete, cazzo. Vi ho in pugno, so di avere ascendente nei confronti delle vostre piccole teste di cotone imbevute d'alcool.

Di chi parlarvi se non dei LINUX USER, categoria gretta, invadente e saccente che negli ultimi anni ha subito una crescita esponenziale, raggiungendo i più laidi postriboli del World Wide Web.


Dopo un uso forzato di Ubuntu 8.10 Intrepid Ibex per circa un mese, ho deciso, a tre giorni dal mio esame di Letteratura Italiana, di provare ad installare Windows Xp. Che faccio? Dopo essermi affidata alle guide del forum ufficiale di Ubuntu per tutta la durata del mio periodo da Linux User, mi sono detta “vah, anche stavolta riuscirò a trovare una soluzione al mio problema, in fondo bene o male mi è stato utile quel forum”


Digito su Google: “FORMATTARE UBUNTU

E qui inizia il teatrino:

(I nomi e i testi riportati sono di fantasia)


Niubboacaso: Sapete per caso come formattare Ubuntu per reinstallare Windows XP?


Linuxmonamour: E perché vuoi reinstallare Winzozz?!


Dico. Ma che cazzo te ne frega. Ma che maledetto cazzo te ne frega se io voglio rimettermi XP o MS DOS, fatti gli affari tuoi e rispondi alla mia porcoggiuda di domanda.

Vabbé, mettiamo che Niubboacaso risponda alla domanda.


Niubboacaso: Beh veramente ho un problema con la mia wireless e non è compatibile con Linux...


L'utente Linux tipo non sa tacere. Non sa tenersi per sé le proprie considerazioni inutili. Tant'è che si inserisce un'altro cretino.


UNIXo: Ma scusa hai provato a vedere se hai scaricato tutti i repo? Cmq per la wireless devi entrare da usr root e inserire su terminale $ sudo apt-get poba

Sempre Linux :roll:


Niubboacaso:Ho tentato tutte le guide, vi prego ditemi come fare a levarlo. Linux è carino ma ora ho bisogno di Xp.


Il nostro Niubboacaso è molto pacato, in effetti assume il tipico piglio da supplica e si chiede perché i suoi interlocutori siano così avanti da non usare le emoticon ma solo i loro percorsi. Perché :roll: ha molta più presa sul lettore di una faccina.


UNIXo: Carino? Il tuo nick spiega molte cose. Tornatene al tuo Winzozz, và.


E ti lasciano così, con l'amaro in bocca. Neanche una parola di conforto, né tantomeno le istruzioni per formattare o disinstallare questo maledettissimo sistema operativo.


In effetti, anche io come Niubboacaso ho impiegato circa 6 ore di ricerche e 18 ore di tentativi per riuscire ad eliminarlo infine con successo. Ci si sente un po' Harrison Ford alla fine di questo martirio.

Vorrei concludere con una carrellata di vere risposte di Linux User, io stessa cercherò tra le googliane fonti per riuscire infine a raggiungere lo scopo di farle leggere a un numero di lettori che si aggira all'incirca a 3: per questo anche il mio elenco puntato si ridurrà a 3, visto anche lo sbattimento di palle che mi sta provocando quest'oggi Firefox. Ma lo facciamo per la gloria, no?


  1. Però non capisco tutta 'sta gioia di riavere windws ....

  2. Ecco a malincuore una guida che spiega come rimuovere definitivamente (disinstallare) Ubuntu

  3. Posso chiederti perchè hai deciso di abbandonare Ubuntu?è ke mio pa,(il solito ignorante che non capisce niente di informatica), si è incazzato perchè avevo messo su ubuntu e lui non vuole "robacccia" su...
    che fare con un genitore noob



ASDieu.

Esperimento fallito.

Bene, sono sveglia da circa mezz'ora, reduce da un sogno scolastico-apocalittico. Ho bevuto il latte al cacao Granarolo che qualcuno prima di me ha lasciato nel mio scomparto del frigo e mi sono messa qui a far finta di non dover veramente studiare i Trionfi di Petrarca e tutto quello che concerne quattrocento anni di letteratura italiana.
In lingua del sì (come amava dire il vecchio Dante) vi rivelo qual'era la mia scommessa, purtroppo non andata a buon fine. Peccato, perché ero quasi sicura.
When you're strange no one remembers your name bla bla.
Comunque, non divago: contavo su un commento della Somma Valayria (sì, in questo blog ti chiamo ancora così) che si riferisse solo al modo in cui scacciavo il moscerino, dopo tutte quelle altre parole di argomenti completamente diversi...qualcosa tipo "asd", un commento pieno di significato, insomma.

Detto questo vi abbandono con la prima parte dell'edizione speciale di Vocaboliamo, che ha come oggetto le parole che dovevo cercare per meglio comprendere il mio dolcissimo libro di letteratura.
A voi.
 

sir|ven||se
s
.m.
TS lett.
1 componimento dell’antica letteratura provenzale, di struttura metrica uguale alla canzone e accompagnato dalla musica, che trattava spec. argomenti morali o politici o talora di satira personale, spesso anche con funzione di omaggio o di polemica con il re o il signore
2 componimento presente nei secc. XIII e XIV in varie letterature romanze in forma non fissa e in versi vari e diversamente rimati | nella letteratura italiana, analogo componimento di argomento spec. narrativo e didascalico



The bad cop.



E' inutile. Entrando in chat ci si va proprio a nozze con la cretineria della gente, che tenta di fare la ruota come i pavoni senza neanche avere una piuma su cui far appoggio. Tra quelli che si dimenticano il verbo essere nelle conversazioni e quelli che ti invitano a spiarli in cam, non si sa più dove girarsi. Alla fine non stai neanche a lamentarti, è una pagina che hai aperto con grande cognizione di causa e di cui a volte ti vergogni un po' (non a torto, peraltro).

Ma alla fine sai che un po' questo mondo di squallido anonimato ti piace: è un trhill, un brivido un po' ridicolo che riesce a darti uno spaccato della vita senza dover andare a spiare nelle case degli altri con l'orecchio su un bicchiere rovesciato. E mentre il poliziotto vissuto con alle spalle una morte importante ti dice "cerca di volerti bene, i momenti belli sono rari" ti suscita un po' di riso e un po' ti fa pensare solo perché alle spalle c'è un morto importante, ti chiedi se quello che scrivi sia un atto liberatorio o solo ridicolo. Comunque a un certo punto non puoi che dar retta alla tua prima impressione: il poliziotto vissuto con alle spalle una morte importante è un cretino come gli altri, che sputa luoghi comuni e non sa renderne conto, che si eleva alla sua situazione da adulto sprezzante del pericolo e colmo sino all'orlo del suo bicchiere di brandelli di vita che rendono il suo sguardo poco sveglio più interessante. Ma quanta spocchia, Eugenia, quanta spocchia.
Ogni tanto ti ricordi di chiamarti per nome, giusto per non finire sommersa da quel mucchio di nomi che la gente ti affibbia assieme a una nomea spillata sopra.
Alla fine continui a misurarti con persone che non sai se sono come te, migliori di te o davvero più in basso.
Ti chiedi che senso abbia misurarsi con dei personaggi con cui litigherai nel giro di pochi minuti, o ti chiedi perché quel maledettissimo moscerino non decida di togliersi dal monitor.
Le soluzioni a questi questiti sono poche e semplici:
1) chiudi Libero chat, saluti il poliziotto.
2) apri e chiudi convulsamente la finestra del Wordpad emulato finché il moscerino non si fa venire un attacco epilettico e se ne va
3) per una volta che riesci a mettere due parole in fila, pubblicale
4) faccio una scommessa con me stessa. Se la vinco posterò qual'era nel prossimo intervento

Goodbye


Sudo apt-get write blog.

COMPLIMENTI, SEI UN UBUNTU USER!

Ebbene sì, anche io mi sono convertita al maledettissimo Linux. Mi senti, Bill? Spero che tu mi senta, carissimo figlio di puttana. Tu e il tuo Windows Vista, 16 Gb di peso inutile per il mio già gravato hard disk avete dato fondo alla mia pazienza. Sono un orribile Ubuntu User, cavalco un cazzo di Intrepido Stambecco e salto da un problema all'altro: webcam, microfono, Skype, MSN, Gimp...sto per impazzire.

Il pinguino ci sotterrerà.

Propositi per il 2009.

1) Non copiare più i post di Frederic Traven, nonostante per me questo sia artisticamente un periodo fottutamente deprimente

2) Introdurre la carne nella mia dieta bolognese

3) La pace nel mondo

4)  La fame nel mondo (qualunque cosa questa frase voglia dire)

5) Comprare una lavastoviglie o lasciare che qualcuno faccia i piatti al mio posto

6 ) Non perdermi cercando di arrivare in facoltà

7) Cazzo fottutamente cazzo (ommioddio Frederic mi sta entrando nel cervello)

8) Essere più bello e affascinante del 2008

9) Voglio il vero amore, cazzo. Sono stanco di essere chiamato dalle ragazze solo per le mie grandi capacità amatorie (ok ok prometto che smetto, Frederic)

10) Imparare a fare gli elenchi puntati

11) Smettere di cazzeggiare e studiare per l'esame di venerdì

12) Diventare vescovo

13) Diventare Kledi Kadiu

14) Entrare a far parte dell'Accademia della Crusca

15) Diventare un mago in "indovina il lemma" sul sito del dizionario De Mauro

15) Non ripetermi (questa è sottile)

16) Farmi eleggere Regina del Celebrità, ed eventualmente Regina di Cuori

17) Partecipare ad una reunion della compagnia originale di Molière

18) Diventare famosa per un motivo diverso dalla mia eventuale morte spettacolare

19) Possedere un monolocale

20) Possedere un lavoro

21) Possedere in generale

E basta :|

Riflessioni brevi sugli sciattol.

Che cos'è lo Space Shuttle?

A. Un album di David Bowie
B. Un tipo di gomme da masticare
C. Un velivolo aerospaziale con un nome alla A-team.

Ebbene, tutte e tre le risposte rimandano immancabilmente ad un periodo di devastazione, di scempio postnucleare fatto di futuristiche spalline e chiome cotonate che chiamiamo volgarmente "Anni '80". Nessuno si ricorda di un anno preciso, come il 1983 o il 1987, ma ha solo una vaga idea di un periodo esteso nello spazio-tempo di enorme regressione stilistica e sociale. Perché McGyver è anni '80, le Big Babol sono anni '80 e Davide Mengacci è anni '80.
Ma torniamo agli speis sciattol, guardandone uno per un momento soltanto



La foto non è particolarmente chiara, ma forse potete riconoscerlo comunque. Questo prodigio della tecnica partorito nell'era della permanente non è altro che un ROTTAME, e con rottame intendo Fiat Ritmo. Non si regge più in piedi, l'atmosfera che prima lo solleticava adesso lo fa rischiare di schiantare contro il primo asteroide di turno. Ma non vi preoccupate, c'è qualcuno che può salvare il progetto aerospaziale NASA. Un solo uomo.

LUI


Fine della riflessione.

Dio e l'università.



Immaginate una giornata come tante: vi svegliate dopo due ore di sonno e una notte quasi totalmente in bianco, vi alzate e fate colazione. Un po' di latte caldo non guasta mai, dite, e dopo aver cominciato la giornata nel coma più totale e con la faccia ficcata nella tazza, vi preparate, indugiate un po' allo specchio e uscite.
Dopo aver tolto la catena alla vostra bella bicicletta rubata e riverniciata, uscite con aria serena e vi beccate quattro semafori in 100 metri. E vabbé, dite, passiamo dal marciapiede, marciapiede che è ovviamente invaso da persone appena scese dall'autobus. Vi guardate intorno, e avete l'idea geniale di passare dal parcheggio della Coop: date uno scatto al pedale, correte, voltate, frenate di scatto (maledetta catena in mezzo alle palle, imprecate), fate una capriola in avanti su voi stessi assieme alla vostra fidata bicicletta di via Zamboni e strisciate ampiamente su uno scooter parcheggiato. CRISTO INFAME. E siete sicuri che le vecchiette vi avranno sentito bestemmiare a voce alta mentre vi ripulite a terra. Rassicurate quei due al banchetto di fronte a voi, non capite un cazzo perché avete i Blind Guardian nelle orecchie che vi gridano qualcosa a proposito di un reame e di un' Era delle Spine, inforcate di nuovo la vostra fottutissima bicicletta, gridate che avete fretta (in fondo la facoltà vi sta ancora aspettando) e correte via verso la volta dell'ancora più fottuta via Paolo Fabbri.
Svoltate, e non la riconoscete. Ma come, l'avete fatta tante volte col fottuto 36 e non è neanche la prima volta che la fate in bicicletta, ma non la riconoscete lo stesso, perché avete un handicap, perché avete sonno e perché soprattutto è Dio che non vuole che arriviate a seguire Letteratura Italiana. Allora girate contromano, tornate dov'eravate prima e vi accorgete che quella è effettivamente via Paolo Fabbri. Cristo. La imboccate di nuovo, svoltate, svoltate ancora una volta per strade che dovrebbero esservi familiari ma che non lo sono affatto. Passate sopra un cavalcavia che non avete neanche mai immaginato esistesse, ormai stanchi pedalate a fatica. Vi accorgete che la strada è in salita. Starete andando verso i colli? Verso i ridenti colli bolognesi con la vostra 50 Special? NO,PORCO GIUDA.
Arrivate alla fottutissima, maledettissima, bestemmiatissima, dannatissima COOP.
E capite che forse è Dio che non vuole che andiate a lezione. Scendete dalla bicicletta e tornate a piedi. E a casa vi rincoglionite con dei fottutissimi schemi consonantici. E vocalici.

Fottutamente vostro
Frederic Traven (sì, sembra un suo post)

Sono io la Morte, e porto corona.

E' un giorno nel quale non posso tacere. Un giorno molto particolare, che per tre anni ha tormentato i miei pensieri. Ciò che mi legava agli avvenimenti passati si è sciolto e cristallizzato in un tempo passato, nel quale ormai è impossibile metter mano e in cui i sentimenti sono stati lasciati per la strada, sigillati in infinite scatole. Oggi qualcuno smette di morire definitivamente, per motivi che esulano dalla mia conoscenza e, forse, anche dalla mia volontà di conoscere. Il ciclo bastardo e opaco che ha reso tanto fragili le ossa del vecchio fantasma ha cessato di essere. E così sarà per altri mille anni, e per mille anni ancora non dimenticherò questa data.

Amare non ha mai avuto tanto significato e non è mai stato tanto autodistruttivo.
E mi dispiace se ho gettato la spugna, bene mio. Ma tu facevi troppo male.


E TU, maledetta serpe, che possa spegnerti sotto le fiamme di un Inferno che non puoi immaginare. Lascia che i topi rodano le tue reni e stattene ancora da parte a contarti le ossa, al caldo del tuo nido rubato. Continua a sfregiarti , nell'oscurità del tuo sguardo vacuo, cicatrici di passione repressa e potere malriposto.

No hay banda.

Foglie e nuvole.

E' tardi? Non ha senso il concetto di tempo in queste situazioni, scorre ad una velocità variabile e disunitaria, si ferma, si dilata e si contorce. Le pagine di questo blog non riescono più ad attrarre la mia attenzione, ho bisogno di vivere al di fuori di una lunga pagina di parole. Fa tutto parte di un desiderio di vita. E' come respirare dopo l'apnea, è come essere spinto sul fondo da una sirena.
A sentire tutte quelle voci attorno, c'è da perdersi. Decine di lingue e dialetti, fusi talvolta in una ridicola parlata giovanile o in un sapiente ed ironico plurilinguismo, ruotano in cerchio attorno alle mie dita. Quale voglia rimane, dopo instancabili capriole, di trascrivere le impressioni, le verità e le menzogne?
So che tornerò a scrivere.

Dov'è l'orologio?

Dov'è l'orologio?


Il ronzio alle mie spalle non cessa. Mi guardo intorno, lo cerco con lo sguardo esasperato,  ma della struttura complessa dell'orologio non rimane che il suo ultimo prodotto: quel fastidioso, ritmico tedio che assorda la stanza e che sovrasta il silenzio ovattato della notte. Il baritono delle macchine lontane e il rumore acuto degli elettrodomestici mi ha sempre cullato, sempre messo a mio agio durante le infinite ore buie che ho trascorso. Ma lui no, lui è qui, so che da qualche parte mi osserva con il suo unico occhio, tondo e dilatato dallo stupore e dalla consapevolezza del disturbo che mi reca. Le sue lunghe ciglia ruotano impersonali attorno a tutto l'iride nero, si spostano tutte assieme e talvolta s'ammassano in un unico punto, ma il loro obiettivo non è che farti perdere il controllo dopo averti stregato.

L'orologio non ha limiti: viaggia per le tre dimensioni e supera la barriera dello spazio raggiungendo quella del tempo, del quale diventa ancella ed eunuco, ciambellano e cortigiana. Duplice simbolo di vita e di morte, di eterna trasformazione ed eterno delirio, immota creatura che lascia che gli eventi scorrano su di essa senza mai riuscire a toccarli.
Sostanza impalpabile e cangiante, ti nutri delle nostre speranze passate e dei nostri sogni infranti, dei nostri amori e dei nostri cari. Ti mostri sulla terra con sembianze di occhio, che non sa piangere né esprimere emozioni. Solo il tempo. Il tempo che passa. Lentamente. Inesorabilmente. Tic. Tac.

Paralleli.



Run run run run. Quando il vento stringe gli occhi e le mani si saldano sui fianchi ti chiedi cosa potrebbe mai fermarti.
Ti ferma il dubbio, la sensazione di avere tra le mani qualcosa che non vorresti che capitasse, né ora né mai. Stringi in
mano quella scatola e saggi con le dita la forma, ti chiedi se dieci sigarette ti possano salvare il pomeriggio da una serata involontaria.
E continui a stringere gli occhi, lacrimi fin quanto i tuoi occhi te lo possano permettere e continui a cercare il punto di saldatura di quello
che speri sia un dannatissimo pacchetto di Camel. Non trovi niente, o perlomeno non sei sicuro. Così corri ancora avanti e indietro
 tra alture e pendii, ti getti dalle cime e osservi le nuvole, desiderando che i desideri coincidano.

E odiando l'umanità, l'umanità intera (anche se solo per qualche ora), volti lo sguardo verso le grandi porte delle chiese e scacci via il pensiero. La temperatura scende e il tempo passa, la strada regna e tu sei solo contro il vento e l'attrito a pensare che forse la serata è salva: salva perché hai evitato un misero rifiuto che avrebbe chiuso una marea di porte, salva perché in fondo l'umanità si odia solo per qualche ora.
Adesso risaliamo e continuamo ad andare avanti, su per i pendii e le discese,
 e speriamo che di quelle sigarette ce ne possiamo fumare qualcuna, ogni tanto.

Dormire in terra straniera.

Su un nuovo letto, con delle nuove lenzuola e un nuovo cuscino. Una stanza per me, almeno per adesso, e un bordello che non finisce più. Perlomeno questi sono i miei primi giorni a Lasagna, patria di giovenil ardore e casino maledetto. Essendo ancora nel limbo matricolare, passo il tempo nelle maniere più consone al mio agire, ovvero non sto facendo un beneamato cazzo. Qui c'è un mostro che tenta di studiare invano e io sul letto, munita di cuffie e buona volontà, cerco di scrivere due righe nonostante la stanchezza galoppante.
Ho sempre adorato la tastiera dei portatili, è una delle cose più morbide e rapide mai create a mio uso. Ma come cazzo sto scrivendo oggi, si vede che proprio non ho intenzione di lavorare alla forma di quello che ho intenzione di dire, sempre se abbia qualcosa da dire. Qualcooosa da diiiiire. Sonnissimo. credo che tra un po' la sottoscritta passerà a miglior vita, complice la coperta e la noia. Forse è meglio che smetta di scrivere, sto dando aria ai polpastrelli :|
Polpette al sugo.

Mistakes are still mistakes.

Forse lei ha vinto e lui ha perso. Sono parte della stessa cosa eppure sono diventate delle entità diametralmente opposte ( a meno che non fosse programmata anche quest'ultima fine ), sono diventati qualcosa di incontrollabile, lontano e forse subdolo. In ogni caso tutto sarà lontano, tra poco tempo.
Le trappole del ragno sono riuscite a far diventare la mosca una visionaria, solamente perché è riuscita a sfuggire dalla tua tela. Ma è meglio non pensarci, mancano cinque giorni alla mia partenza e le storie lasciate in sospeso sono veramente troppe o troppo importanti da lasciare impacchettate sull'isola.
Come fare per andarsene via di qui senza rodersi il cervello per un abbraccio in meno? Cinque Cinque Cinque.
Temo che questo blog non abbia più niente da dire, o meglio, non abbia intenzione di dire più niente. Non ci sono neanche più parole sconnesse da elargire, non ce ne sono più ed è probabile che in mezzo a quelle ci sia più verità che in tutti gli altri discorsi seri. E non voglio che le persone ottengano informazioni su di me dal mio blog o in qualsiasi altra via traversa, ma da ME e ME soltanto. Per evitare che le mezze parole costituiscano una verità intera.

Pensiamo ad altro. Ho una coinquilina. Infermiera. Quindi starà poco in casa. Quindi avrò la camera per me. I mobili per me. La finestra per me. Il pavimento per me. E tutte quelle altre cose che fanno di una proprietaria la proprietaria. E cazzo, io lo sarò.

Love affair with God.

Ci sono di quelle serate nelle quali, qualunque cosa tu tenti di fare, non riesci a prender sonno. I pensieri rimangono lì, fluttuanti in quella bolla di dannatissima, opaca incomprensione. E tu cerchi di prenderli, di toccarli, di voltarti a pensare al futuro anziché mettere le mani su un problema che sembra apparentemente senza uscite, ma che potrebbe ribaltarsi in maniera facile. Ma manca la volontà. La volontà di prendere il cuore in mano e sbatterlo con violenza sul banco degli imputati, la volontà di risolvere e della sofferenza che causerebbe.
Voglio liberarmi da queste manette.
Voglio che ce ne si liberino tutti.
E vorrei che, per una volta, ci sputassimo un po' addosso.

Vi amo.
E credetemi, almeno stavolta.

Rakuen.

"È permesso? Mi fermo solo un momento. Sai, nonostante faccia il predicatore non mi ero mai confessato prima.
Io ho sempre pensato che in tempi come questi il mio primo dovere fosse proteggere i bambini, e che questa fosse l'unica cosa giusta da fare.
 "Nient'altro vale quanto loro", mi dicevo, e in nome di quest'idea ho stroncato molte vite.
E alla fine è diventato un crimine troppo pesante, un peso impossibile da sostenere. Però oggi credo che avrei potuto farcela.
Se oggi ne avessi la possibilità credo che ci riuscirei: di modi per non far morire nessuno in fondo ce ne sono tanti se uno ci pensa.
Chissà perché non l'ho capito subito.
Signore, se dovessi rinascere, nella prossima vita mi piacerebbe finire in un posto un po' più vivibile,
un posto in cui si susseguano giorni tranquilli, un posto dove nessuno rubi e nessuno uccida: una specie di Paradiso.
 E in quel luogo io potrei vivere con loro e con lei...

No! Non voglio morire! Ci sono ancora moltissime cose che vorrei fare: io voglio restare ancora un po' con loro.
Perché non posso!? Tu pensi che non me lo meriti, non è così, Signore?
Io sono troppo sfrontato a chiederti di perdonare uno come me. E tu non sei abbastanza misericordioso."

Gift from a déjà-vu. N.D.Wolfwood

87.

Serata piatta. Scrivo perché mi dispiace tenere zitto questo posto per troppo a lungo, ma non ho davvero niente di niente di decente da dire.  Potrei raccontare di tante cose, ma più scrivo in questo blog meno voglia mi viene di parlare di me stessa. E sta diventando un baluardo di cazzate senza senso, anche dire cosa ho fatto stasera mi sembra fuori luogo, oltre che assolutamente privo di una qualsivoglia logica sensata.
Non ho già più voglia di scrivere, tra poco metterò mano alla deleteria combinazione CTRL+Z (è una battuta ma se non la capite è meglio per voi) e queste righe insensate spariranno dalla mia vista.
Bla bla bla. Non ho davvero un'emerito cazzo di cui discutere, si vede che oltre ad essere in vacanza io lo è anche il mio cervello.
 Buona nottata.

If I go insane.

Quando ci si rende conto di essere arrivati stanchi, vuol dire che si è raggiunto il proprio obiettivo. Correre senza posa per chilometri e chilometri, chiedendosi che senso abbiano tutti quegli alberi immobili che superiamo al volo, in una corsa frenetica lanciata verso una vita ignota ma forse piacevole. Se impazzissi, se impazzissi. Fantastica If, fantastici i miei dati e fantastico domani. Niente da segnalare, nessun problema, nessun senso di colpa, nessuna rabbia. Qualche insoddisfazione di routine, ma tutto nel giusto ordine. E oggi sto bene.
Spero di non rileggere in futuro queste parole, cariche forse di una stanchezza che più tardi raggiungerò solo sotto la forza della soppressione e dell'imbarazzo di sciogliersi dai nodi dell'angoscia. E a rileggere questo testo, mi odierei.
Odiami, tu che mi leggi in futuro. Odiami e un po' invidiami, in fondo ora potrei stare così bene.

Io amo le chat.

SENZA PAROLE

Boh.

Mi brucia un occhio. Oc-chi-o. Lacrima come un dannato.
Mi brucia il becco. Bec-co. Brucia come un dannato.
Mi brucia la mano. Ma-no. E' calda come l'inferno.
Mi brucia la zampa. Zam-pa. Non posso saltellare.
Mi bruciano le ali. A-li. Come farò a volar.

Il merlo ha perso il becco, povero merlo mio, come farà a volar.

Sondaggi postumi.

L'intervento è di stanotte, il simpatico MSN non me l'ha fatto pubblicare.

Scommetto che mi mancava il mio blaterare sul sesso. Stanotte, solo per voi, sono connessa live con la chat Chiacchiere Piccanti di Libero, immersa in questa nottata carica di tensione sessuale (seh). Agli avventori di questo postribolo virtuale, ebbri di birra e di lubricità, chiederò cosa spinge i loro attraenti corpi a mettersi in gioco nella stanza più lussuriosa dell'intera rete. Orsù!

Perché sei qui?

 

numero1: per cercare complicità ed erotismo

numero2: perché a me piacciono le situazioni piccanti

numero3: perché mi piace la stanza, si fanno incontri intriganti

numero4: curiosità

numero5: per un po' di intimità in relax

numero6: perché la mia ragazza mi ha lasciato :(

numero7: un giro...

numero8: beh per parlare di cose piccanti

numero9: per fare un po' di compagnia a chi non dorme la notte

numero10: mah sono un po' arrapato

numero11: non ho sonno e volevo fare due chiacchiere ed ero curioso di questa stanza

numero12: beh chiacchiero, mi piace parlare di sesso e a volte giocare con la webcam

numero13: sono appena tornato a casa e mi sono connesso

numero14: chiacchiero

 

(Non ci crederete ma sembrano infiniti, ho mille finestre aperte)

 

Devo dire che sono delusa da queste risposte. Delusa perché non aspettavo altro che le risposte più volgari e fastidiose invece sono buonini buonini. Ti dicono quel che fanno ma non lo ostentano, ti provocano ma non ti rompono eccessivamente il cazzo.

Ma c'è una cosa che mi spaventa. Quindici sono le risposte che vi ho presentato qui, ma solo, ahimé, per colpa di un sovraccarico. Neanche Mozilla riesce a reggere 41 finestre aperte tutte assieme, nessuna delle quali aperta da me: arrivato il momento della quindicesima domanda, il sistema è letteralmente franato.

Concludo con qualcosa che a loro non farò mai sapere: maiali, in fondo siete buoni anche voi. Smack.